Civile Società. La scuola di Matilde

Una locandina molto colorata girava da qualche giorno tra amici. Annunciava uno spettacolo: Piccoli omicidi a Detroit. Lo metteva in scena, al Teatro comunale Emiliani di Rapagnano, la compagnia Pochi Ma Buoni come i Maccaroni. Il lavoro porta la firma di Pietro Marzi, uno della Compagnia dei Tipi Loschi di San Benedetto del Tronto. L’appuntamento era fissato per domenica scorsa, al pomeriggio. Ma il pomeriggio non è bastato: sold out. La rappresentazione è stata così riproposta la sera stessa. Sold out di nuovo.

Matilde Porto

A gremire il bel locale sono stati gli adolescenti del liceo classico e di altre scuole di Fermo, e tanti ragazzi con famiglie arrivati dal territorio. Un richiamo forte, determinato da un nome: Matilde. Una ragazzina che aveva 15 anni.

Un uomo è comparso ad inizio spettacolo. Ha dato le ragioni della proposta teatrale e della devoluzione dell’intero incasso a un’opera educativa in Brasile.

Si chiama Alessandro Porto. È insegnante e attore. Soprattutto, è padre. Padre di Emma, nata nel 2005, di Giovanni, nato nel 2011. E di Matilde, nata nel 2003. Ora Matilde non c’è più. È morta il 3 giugno di quest’anno. Nel dicembre 2016 le era stata diagnosticata una gravissima forma di tumore cerebrale. Un inseguirsi di terapie e interventi chirurgici non hanno fermato il cancro. Inesorabile, il male se l’è portata via. Ma quei due anni sono stati una sorta di miracolo. È vertiginoso scriverlo. E pure così è accaduto. Matilde ha continuato a sorridere, a studiare, a incontrare amici. I compagni di classe hanno festeggiato con lei portando la festa nella sua camera da letto.

Il funerale in Duomo a Fermo è stata una cosa mai vista. Centinaia di studenti, genitori, insegnanti in silenzio, in lacrime, vicini ad Alessandro e a Michela, la mamma di Matilde, impietriti dal dolore. Alessandro dal pulpito che dà il saluto a sua figlia, battendo e ribattendo la mano sul legno, come chiodo che entra nella carne viva. E Michela, insegnante anche lei, seduta al banco, con gli occhi fissi sulla bara, senza più lacrime. La morte, però, non può essere l’ultima parola.

«Lei amava molto la lettura e la scuola. – ha detto Alessandro – Da ciò nasce il nostro impegno nel voler sostenere e aiutare quei bambini che vivono in contesti difficili in cui l’istruzione può non essere garantita».

Ed ecco il gesto d’amore. Michela e Alessandro hanno dato vita al Projetinho Matilde che ha «lo scopo di coprire le spese necessarie, equivalenti a 12.500,00 euro, per lo svolgimento di un intero anno scolastico di una classe di scuola dell’infanzia Menino Deus di San Paolo del Brasile, con una sezione frequentata da bambini di 5-6 anni, fascia di età per la quale non sono previsti finanziamenti statali».

Il Projetinho Matilde è nato dall’incontro della famiglia Porto con don Luigi Valentini, sacerdote della diocesi fermana che, attraverso l’Associazione CONDIVIDERE ONLUS da lui fondata, da decenni porta avanti progetti finalizzati all’assistenza, oltre che di anziani, di bambini e ragazzi delle favelas di Brasile e Argentina, per un totale di 2400 persone seguite.

«Riteniamo – ha concluso Alessandro – che questo nostro impegno possa mantenere viva la memoria di Matilde e il suo amore per le cose belle della vita e del mondo». Perché, come diceva Sam, ne Il Signore degli Anelli,

«C’è del buono in questo mondo padron Frodo, ed è giusto combattere per questo». Per costruire un mondo nuovo.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Mercoledì, 19 dicembre 2018

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