Cammino la Terra di Marca. Il “miracolo” del Santuario della Madonna dell’Ambro

I miei amici dell’Associazione Antichi sentieri Nuovi cammini sono arrivati alla Madonna dell’Ambro a cavallo, nel pomeriggio del 24 dicembre. Hanno idealmente collegato il santuario del mare: quello fermano di Santa Maria e Sant’Anna, a quello montano di Montefortino. Itinerario sulle tracce della fede mariana.

Altri amici sono arrivati da Sarnano, compiendo l’antico tragitto sfiorando Balzo rosso e portando con sé due sassi, uno dei quali depositato ai piedi dell’edicola mariana ubicata dietro all’abside della chiesa. Un gesto di ringraziamento alla Vergine per la protezione accordata loro lungo il cammino, e per la riapertura del primo santuario mariano delle Marche.

Poi, in serata, molto prima delle 23, ora fissata per la santa messa della Vigilia di Natale con l’arcivescovo Rocco Pennacchio, è arrivato il popolo. Quello delle frazioni, di Montefortino, di Amandola, quello salito dalle colline e dalla pianura. Gente delle istituzioni e gente comune richiamate da una «voce» materna, in una notte dove la montagna scintillava del bianco di nevi recenti.

Marianna ha oltre 80 anni. Non poteva mancare.

Dice: «nuovo miracolo», pensando alla ricostruzione in tempi brevissimi. E aggiunge: «Santina può ancora parlare». Santina, la pastorella muta che, secondo la tradizione, incontrando la Madonna nella gola dell’Ambro, riebbe la parola. Il nuovo parlare è, per l’anziana, la rinnovata esistenza del santuario.

La Madonna non ha mai abbandonato i luoghi del terremoto, aveva detto mons. Pennacchio alla conferenza stampa indetta dalla Carifermo Spa per comunicare la fine del restauro, ma le mura del tempio toccate dal sisma, la volta, il campanile lesionati, avevano impedito ai fedeli il pellegrinaggio. Eppure, nonostante l’inagibilità, i fedeli arrivavano, guardavano il recinto di protezione, recitavano una preghiera, e sorridevano consapevoli che, dietro all’intrico sapiente della foresta di pali e palizzate per consentire gli interventi, nella cappella più piccola la statua di Maria e del Bambino Gesù era rimasta integra. Presenza sicura!

Ora, non appaia blasfemo un altro tipo di miracolo. Se non si fosse creata, dietro massimo impulso e sostegno della Carifermo Spa nella persona del suo presidente Amedeo Grilli, una cordata tra l’azienda Alessandrini di Montefortino, professionisti, istituzioni pubbliche, università, scuole, progettisti, i tempi di realizzazione sarebbero stati immemorabili. Invece qualcosa è accaduto che ha travalicato professionalità e capacità. Si è lavorato con sole e pioggia, anche di sabato e domenica. Un cantiere e un esempio di metodo di cui hanno preso visione scuole, università e ordini professionali e istituzioni.

La «voce» è tornata tra i monti. Felicità sui volti dei Cappuccini (padre Gianfranco Priori, tra i primi), dell’arcivescovo Pennacchio, dei vertici e della base Carifermo, delle maestranze e dei titolari della Alessandrini, del sindaco Ciaffaroni, del prefetto Maria Luisa D’Alessandro.

Il santuario della Madonna dell’Ambro ridiventa punto d’attrazione, accoglienza, rinnovato rapporto con la bellezza. Chissà se papa Francesco non rispolveri l’invito a visitarlo per farne luogo della sua Laudato si’?

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, domenica 30 dicembre 2018

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