Civile Società. La Sfera di mons. Franceschetti

Esiste una realtà che collega la Lombardia alle Marche, sino alla Repubblica Democratica del Congo; che unisce Brescia a Fermo, sino alla città di Kikwit. E c’è il nome di un uomo che fa da legame. È quello di mons. Gennaro Franceschetti, a cui l’Associazione Sfera onlus è dedicata. Sacerdote bresciano, nato a Provaglio d’Iseo nel 1935, è stato arcivescovo di Fermo per sette anni, sino alla sua morte: il 4 febbraio del 2005. I funerali in Duomo (ma già prima, nella notte del trasferimento della salma in Cattedrale), furono un evento mai visto per l’enorme partecipazione di gente comune. Segno di grande affetto da parte del popolo. Nel suo testamento lasciò scritto di voler la sepoltura nella «Casa madre», in quel tempio dedicato alla Madonna, ripeteva sempre, che, visibile da ogni paese dell’arcidiocesi, era simbolo di unità.

Nei giorni scorsi, un drappello di bresciani è di nuovo sceso, come spesso accade, a pregare sulla sua tomba e rinsaldare rapporti con i fermani che aiutano la onlus. Tra i partner coinvolti, c’è la Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo.

L’Associazione, che ha mosso i primi passi nel 2009 diventando ufficialmente operativa nel 2011, è impegnata nella Repubblica Democratica del Congo, nella città di Kikwit che conta più di un milione e 200 mila abitanti.

Nella periferia, Sfera onlus sta realizzando un progetto chiamato Maison de Paix, Casa della Pace. «Il primo lotto di costruzioni, autosufficienti in termini energetici – spiegano i promotori – è terminato e comprende una scuola dell’infanzia (con una ventina di bambini che hanno bisogno di essere accompagnati attraverso le adozioni a distanza), un ambulatorio medico e la casa delle Suore Francescane Angeline che garantiscono la funzionalità dell’esistente». L’intenzione è anche quella di rendere disponibili per la popolazione sette ettari di terreno «per avviare colture integrative alla manioca – che costituisce la principale fonte di alimentazione ma che comporta a lungo andare squilibri alimentari con gravi ripercussioni per la salute – con corsi base di agricoltura e nutrizione». Azione di solidarietà e di sviluppo laddove la gente vive.

Azione germinata da una consapevolezza di fraternità riconducibile all’opera di mons, Franceschetti «espressione di una tradizione ecclesiale, sociale e culturale che ha segnato generazioni di uomini e donne, educata a testimoniare i valori cristiani non solo nella vita personale, ma anche in quella pubblica e civile». Senza le opere, dunque, la fede è sterile. Sembra di sentire ancora mons. Gennaro predicare dal pulpito della Cattedrale e spronare i fedeli ad una presenza incisiva.

«Con la sua grande carica umana, intellettuale e spirituale – spiegano i volontari di Sfera onlus – ha orientato persone e istituzioni ad aprirsi ai temi dell’evangelizzazione, della promozione umana e culturale, della solidarietà economica e sociale».

Ma perché il nome Sfera? Perché S sta per sviluppo, F per fraternità, E per educazione, R per responsabilità, A per accoglienza.

L’Associazione, presieduta da Ennio Franceschetti fratello di Gennaro, venne presentata a Fermo il 5 maggio del 2013 quando, alla memoria, fu consegnata dall’allora prefetto Zarrilli la medaglia del Presidente della Repubblica, a sottolineare la grande attenzione che l’Arcivescovo defunto prestava alle Istituzioni e alla società civile.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Mercoledì, 2 gennaio 2019

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