Civile Società. La Confraternita di Santa Monica: solidarietà e cultura

C’è un movimento sotto traccia poco raccontato. Un movimento di solidarietà, vicinanza umana, educazione.

Umberto Ercoli ha 84 anni e la mente lucida di un trentenne.

Il suo studio è zeppo di libri d’arte e di storia. Ha il culto della bellezza.

Non a caso dal 1965 è priore della Confraternita di Santa Monica.

Santa Monica è anche il nome della chiesetta-oratorio di proprietà della Confraternita. Si trova a Fermo, in Piazzetta. Sulle pareti e soffitto insistono stupendi affreschi quattrocenteschi. Bellezza su bellezza.

La Confraternita annovera cinquanta confratelli. Un tempo erano molto più numerosi. Sono soprattutto agricoltori e artigiani. Dopo un periodo grigio, la Confraternita si sta rilanciando. Nata nel XV secolo per il trasporto e assistenza dei malati, e il funerale e la sepoltura dei morti (ancora oggi nel cimitero di Fermo possiede 5 tombe con 240 loculi, utilizzati a rotazione per 20 anni), ha modificato l’indirizzo. All’educazione religiosa si somma l’aspetto artistico-culturale.

Nelle settimane scorse, il consiglio direttivo dell’Oratorio ha presentato un progetto all’amministrazione comunale per avviare una serie di incontri riguardanti l’opera di Giacomo Leopardi. L’occasione è data dal nuovo anno. Nel 2019 sarà ricordato il bicentenario del componimento poetico leopardiano l’Infinito, tra i più conosciuti e studiati a scuola. L’iniziativa della Confraternita si inserisce idealmente nel solco delle celebrazioni recanatesi iniziate il 21 dicembre scorso con eventi che si svolgeranno lungo un anno, «in un flusso continuo di mostre, spettacoli, conferenze, pubblicazioni, per sollecitare la riflessione riguardo all’infinito e alle infinite rappresentazioni dell’uomo nella natura».

Non è la prima proposta della Confraternita in campo culturale. Nel 2018, i confratelli hanno assistito ad incontri con la poesia e la musica. Gli studenti del Liceo classico Annibal Caro, guidati dal prof. Massimo Temperini, hanno effettuato una Lectura Dantis, proponendo l’XI canto del Purgatorio, considerato il Canto degli Artisti, mentre il violino di Lara Perticari, ha proposto suggestivi intermezzi musicali. Altro pomeriggio culturale è stato quello con la scrittrice Maria Giovanna Bonaiuti che ha presentato il volume La Panchina innamorata.

L’attenzione della Confraternita al bello era stata confermata dalla battaglia per il restauro dei dipinti presenti sulle pareti e sul soffitto dell’oratorio. Nel 1972 gli affreschi furono rimossi per essere trasportati a Pisa in modo da consolidarli e restaurarli. Obiettivo raggiunto solo nel 1995 con il ricollocamento degli stessi nell’edificio risalente al 1423 (inizio dei lavori di costruzione).

Sul fronte religioso, i Confratelli, che un tempo sfilavano con la tunica nera, medaglione e cintura di cuoio, si riuniscono in incontri di preghiera specie nelle giornate del 27 e 28 agosto, festività in onore di Santa Monica e di Sant’Agostino.

L’Oratorio di Santa Monica potrebbe presto essere inserito dal comune di Fermo nel circuito dei monumenti di maggiore interesse turistico.

Gli affreschi, scrive il prof. Stefano Papetti, «insieme con gli altri nell’attiguo tempio di sant’Agostino, costituiscono per la vetusta città di Fermo un considerevole patrimonio di arte e di cultura, e per i numerosi visitatori, un’occasione per meglio conoscere le bellezze artistiche del Piceno».

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Mercoledì, 9 gennaio 2019

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