Artigiani Veri. I “Mattartisti” di Paola Iannucci

Una cantina, una bottega, un laboratorio. Tutto insieme. Ho scoperto Paola Iannucci in un luogo del genere. A Monte San Pietrangeli, in una via che taglia il paese per lungo.

Bionda di capelli, sguardo vivace, un camice bianco indosso. E un gruppo di signore e signori intorno a lei. Sono i suoi allievi: casalinghe, professionisti, dipendenti. Imparano a tornire, decorare, modellare e fare sculture. In paese, li chiamano Mattartisti: apprendistiartisti un po’ mattacchioni ed ovviamente estrosi, guidati da un’artista vera che ha reso quel locale un punto di riferimento oltre che una scuola. Lo slogan è: «Laboratorio di ceramica della maestra Paola Iannucci aperto a tutti dove si potrà lavorare insieme, conoscersi e confrontarsi».

La maestra d’arte Paola Iannucci

Paola viene dalla zona di Lanciano, esattamente da Guardiagrele, la cittadina che ha dato i natali a Giacinto Auriti, giurista, docente universitario, noto per la teoria poundiana sulla moneta: ne creò una parallela alla lira.

Paola è figlia d’arte. Suo padre Antonio è considerato un pittore e restauratore di livello. Lei, da ragazza, lo ha seguito in alcui lavori a Chieti, nella chiesa delle Crocelle, e a Mozzagrogna, sempre in un edificio religioso dove il sig. Antonio ha dipinto un angelo nero somigliante al parroco del luogo, sacerdote di colore.

Paola Iannucci si è diplomata all’Istituto d’Arte di Lanciano per poi frequentare il biennio della Scuola Professionale di Ceramica. Per qualche tempo ha collaborato con il maestro d’arte Giuseppe Liberati.

Da anni vive a Montegranaro dove si è sposata con Giovanni Battista Mariani. È mamma di Giona (15 anni) e Lapo (10). Artigiana e artista, si definisce decoratrice. Innumerevoli sono i suoi lavori. Dalla decorazione di vasi, campanelle d’ogni foggia, croci, piastrelle, tazze, stemmi araldici ad uno dei suoi pezzi più amati: il viso della Madonna.

Chi,a Natale scorso, avesse frequentato il presepio vivente di Montegranaro l’avrebbe incontrata nel ruolo della vasaia.

La sua passione vera è quella dell’insegnamento ai bambini. Vuol trasmettere loro la bellezza del creare con le mani. Qualcosa ha già fatto con gli alunni delle elementari di Monte San Pietrangeli. Qualcosa che ha a che fare con il terremoto e la triste vicenda della signora Peppina di Fiastra (che venne sfrattata dalla sua abitazione lesionata). Questi due fatti le hanno suggerito un’idea comunicata agli scolari delle elementari di Monte San Pietrangeli. Ne è venuta fuori un’opera: esattamente un vestito composto di tanti pezzi di ceramica. «Ogni pezzo che compone l’abito – ha spiegato la maestra d’arte – rappresenta un edificio crollato e dalle macerie la ricostruzione. Ogni pezzo è stato modellato a mano, dipinto è firmato uno ad uno dai bambini della scuola». Non è stato il voler perpetrare la memoria della tragedia, ma scorgere che dalla tragedia si può rinascere e ricostruire. Un messaggio positivo per i più giovani.

L’abito in ceramica, presentato anche alla 48ª Mostra dell’Artigianato Artistico Abruzzese a Guardiagrele, ora si trova nel palazzo comunale di Monte San Pietrangeli in attesa di essere istallato in una teca da posizionare in un locale della scuola.

In attesa di iniziare un corso nella scuola di Montegranaro e un altro in quella di Monte San Pietrangeli, la nostra artigiana-artista sta vagliando la possibilità di dar vita ad una cooperativa di ceramisti. Già alcuni soggetti li avrebbe individuati.

Parlando delle sue ulteriori passioni, mi racconta che ama le tradizioni popolari e i proverbi. Quando viveva in Abruzzo passava del tempo a girare i piccoli paesi di quella terra nobile. Il silenzio, la storia e l’architettura le fornivano sempre l’ispirazione giusta.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Giovedì, 17 gennaio 2019

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