Civile Società. La vita per Famiglia Nuova

La sede è linda, ospitale, silenziosa. Verrebbe voglia di camminare in punta di piedi e parlare più che sotto voce. La riservatezza è assoluta.

Mi trovo presso Famiglia Nuova, a Fermo, una realtà di aiuto alla vita in ogni suo ambito, da prima della nascita sino alla vecchiaia.

Don Vincenzo Marcucci è seduto dietro alla scrivania. Lo raggiungo nel suo ufficio. Lo conosco da 43 anni, da quando Famiglia Nuova venne costituita come Consultorio familiare. È sempre lo stesso: minuscolo, pacato, arguto, sensibile, motore mobile di decine di iniziative volte a sostenere le famiglie, le coppie in via di formazione, i giovani, gli anziani. Non lavora da solo. Ci sono decine di volontari con lui: psicologi, avvocati, consulenti e mediatori famigliari, pedagogisti. Presidente è l’avvocato Paolo Cerolini. Un lavoro sotto traccia, quieto, fattivo. Come Il Centro di Solidarietà alla vita.

Alla vita nascente la donna può dire no. Ma può dire anche sì, nonostante i problemi, siano essi economici o di rapporti sociali. E in questo secondo caso Il Centro è pronto a dare tutte le mani possibili: dalla consulenza medica a quella psicologica, ma, soprattutto, una vicinanza umana, che significa affetto e condivisione. «Siamo con te nella gravidanza per non essere sola», recita un sorta di slogan di Famiglia Nuova. «E quanti bambini sono nati!», sorride don Vincenzo. Il Centro di Solidarietà opera a Fermo, ad Amandola ed è attivissimo a Civitanova Marche dove, spiega il sacerdote, «abbiamo costruito nel tempo un rapporto di stima reciproca con le strutture sanitarie pubbliche». A volte, il consiglio, la consulenza, l’incontro non basta. Occorre altro. Occorre adottare una mamma in difficoltà. Ecco, allora, un’ulteriore vicinanza, che sarà un progetto di accompagnamento, un affiancamento da parte di una famiglia nei confronti di un’altra famiglia o di una donna nei mesi di gravidanza e nel primo anno di vita del bambino. Ma i servizi, tutti gratuiti, non finiscono qui. Famiglia Nuova propone incontri di «ascolto attivo, alfabetizzazione delle emozioni, educazione psico-affettiva, comunicazione tra generazioni, corsi di autostima, l’arte di aiutare, genitori si diventa, training autogeno la grafologia per aiutare a scegliere la scuola». E non basta. Perché tra i prossimi servizi ci sarà anche la Scuola per nonni. Insomma, ce n’è per ognuno. Nella società della solitudine, un punto saldo, un’ancora, gente che tende la mano ad altra gente.

Potrei elencare ancora. Ma occorre comprendere il nocciolo da cui tutto questo si dipana. E il nocciolo è «l’attenzione alla persona, nella sua integralità». Attenzione al prossimo, a volti concreti.

Famiglia Nuova non si ferma. Il prossimo servizio riguarderà L’Oasi di San Ruffino. L’antichissima abbazia nelle vicinanze di Amandola potrà diventare «un luogo di accoglienza per la ricerca spirituale e culturale», un luogo dove «sperimentare iniziative di innovazione e di sostenibilità declinata in tutti i suoi aspetti: relazionale, sociale, economico e ambientale». Famiglia Nuova vuole porsi come uno dei motori di rinascita culturale e di sviluppo della nostra terra colpita dal sisma. Ancora una mano da dare alla nostra gente.

A disposizione avrà due immobili: l’antico fienile, ora adibito a teatro, e la foresteria. Ma occorrono sostegni economici. E stavolta è Famiglia Nuova a chiedere un sostegno. Un sostegno per sostenere a sua volta.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Mercoledì, 23 gennaio 2019

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