Civile Società. L’impegno dell’Avulss

Un’altra cultura, un’altra mentalità. Un’altra società! Si può costruire. Anzi: esiste già. La sto incontrando. La sto raccontando. Un pezzo di società che fa del dono il suo modo di essere. «Se c’è una cosa che non possiamo permetterci, nella situazione di malessere diffuso in cui siamo immersi, è non accorgerci dei fatti che vanno in direzione opposta». È l’incipit di un editoriale di una stupenda rivista mensile nazionale. Contro il buio e le negatività, la luce, la speranza.

Oggi di scena è l’AVULSS (Associazione Volontari Unità Locale Socio-Sanitaria) con i suoi novanta componenti.

Alcuni volontari di Fermo

Che fanno? Assistono i malati, gli anziani e quanti hanno bisogno di aiuto. Fanno loro compagnia, approntano il necessario per pranzare, li portano alla messa, li distraggono con i giochi. Stanno loro vicini. Fanno sentire affetto. Aiutano le famiglie.

Nel fermano, operano all’INRCA e all’ospedale Murri di Fermo, nella Casa di riposo Sassatelli sempre di Fermo, e in quelle di Petritoli, Monte Giberto, Montottone. Il servizio è molto apprezzato tanto che sono richiesti anche in altre strutture come quella di Monte Rubbiano. Al momento non riescono a coprirle, ma ci stanno pensando.

Da appena un anno l’AVULSS provinciale ha una nuova presidente. Si tratta della dottoressa Maria Adelaide Colombo. Nei giorni scorsi si è recata a Saronno in occasione del consiglio nazionale. L’AVULSS è una federazione e i diversi responsabili provinciali si incontrano per discutere sul già fatto e progettare il futuro.

In questo periodo è sorto un problema. Non riguarda direttamente l’AVULSS ma è rimbalzata anche in questa sede. La direzione nazionale

ha vietato che i suoi volontari imbocchino i malati. Ad un’altra associazione similare è accaduto che due pazienti siano morti dopo il pasto, per complicazioni. I parenti dei deceduti hanno intentato una causa chiedendo i danni all’Associazione. Così l’AVULSS nazionale ha preso le sue precauzioni.

Padre Franco Scendoni, il fondatore a Fermo

Se l’imboccare non sarà più consentito, si potenzierà altro, in modo particolare la compagnia e la presenza nel settore domiciliare dove le famiglie con anziani o malati in casa hanno bisogno di forti sostegni.

C’è anche un altro ambito che abbisogna di una presenza volontaria. È quello del trasporto in auto, non sanitario, per riscuotere la pensione, per la spesa, per raggiungere un ambulatorio.

L’AVULSS fermana compie quest’anno 30 anni di vita. La volle padre Franco Scendoni, discepolo di Madre Speranza. La ricorrenza offrirà l’occasione per una serie di iniziative nelle scuole e un probabile convegno sul significato del dono e della gratuità.

Sino ad oggi l’associazione ha svolto presso l’INRCA fermana 28 corsi di 44 ore ciascuno. Le materie insegnate sono etica, morale, bioetica, relazioni interpersonali, aspetti sanitari. Il responsabile culturale è il dr Andrea Vesprini, mentre Eva Pallotti e Diva Sagrini sono le coordinatrici. Ogni struttura ha poi un responsabile: Remo Giacobbi per il Sassatelli, Abramo Vespasiani per la Casa di Riposo di Montegiberto, Barbara Sebregondi per Montottone, Bianca Chiodi per Petritoli, e Marina Verdecchia per l’INRCA. La segreteria invece è affidata a Giovanni Di Dominicis.

Tra i progetti in cantiere anche quello di proporre agli anziani attività manuali grazie all’apporto di una maestra artigiana.

Sembra poco. È qualcosa di grande, invece. Di grande carità. Che costruisce un mondo nuovo.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Mercoledì 30 gennaio 2019

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