Gente di Campo. L’Azienda Colle Cerreto ha spento 60 candeline

Le montagne innevate hanno il colore blu dell’acciaio. Fa molto freddo. Dalla collina dove mi trovo, la visuale spazia a 360 gradi. Nell’ufficio a piano terra di una casa a tre piani Eleonora Peroni è tuffata nel lavoro. Clienti, squilli di telefono, fatture, raccoglitori.

Eleonora Peroni ha 28 anni, simpatica, sorridente, è l’amministratrice di due società che, entrambe, si occupano di agricoltura.

La prima si chiama Azienda agricola Colle Cerreto, dal nome del luogo dove opera o, meglio, dove ha il quartier generale. Perché i terreni lavorati si estendono per 950 ettari, da Montefalcone Appennino a Porto Sant’Elpidio: dai monti al mare.

La famiglia Peroni con il patriarca Giuseppe

L’azienda produce cereali, ortaggi e olio. Partiamo dagli ulivi. Le piante sono circa duemila. I tipi di oliva quelli tradizionali nella Terra di Marca: Sargano, Leccino, Carboncella e Piantone di Falerone. L’olio che se ne ricava viene immesso nel mercato con il marchio Colle Cerreto.

E ora i cereali, partendo dal grano. Due le specie: quello tenero da farina e quello duro per le paste. Quest’ultimo è acquistato da due filiere importanti: la Barilla e la Molisana. Non manca la produzione del Girasole, ma, spiega Eleonora, «solo per ricavarne olio». Il Mais invece viene coltivato in parte per uso polenta e in altra per il pasto degli animali. Il 2018 ha visto anche l’incremento della produzione dei Ceci, che in grandissima parte sono finiti nelle scatole regalo natalizie.

Dove si può acquistare tutto questo? Per ora, direttamente a Colle Cerreto, a due passi da Rapagnano e sopra l’omonimo borgo medievale. In futuro si vedrà.

Ci sono poi gli ortaggi: piselli, fagioli borlotti, cicoria, bietolina, spinaci, cavolo nero. In questo caso l’acquirente è l’industria.

L’azienda agricola ha festeggiato mesi fa i sessant’anni di vita. Una festa a sorpresa, con tanto di torta e collaboratori, per il capostipite Giuseppe Peroni che l’avviò nel 1958 iniziando con pochi ettari. Un passo alla volta ha portato la sua famiglia – perché l’azienda è esclusivamente famigliare – ad acquistarne 200 e prenderne in affitto altri 750.

Nonno Giuseppe non è più impegnato tra i campi ma una mano continua a darla, alla nipote, all’amministrazione.

L’altra azienda è la Peroni & Figli. Si occupa solo del conto terzi, che significa, spiega Eleonora “seguire le aziende altrui, dalla preparazione del terreno sino al raccolto, con propri consulenti”. Gli ettari in questo caso sono 1.500.

Moltissimo viene svolto con le attrezzature. Quanti mezzi? «18 trattori – elenca la nostra amministratrice – e 4 mietitrebbie». Senza elencare poi gli attrezzi minori. Una doppia ed efficiente azienda.

Quant’è dura? Eleonora sorride. «Quando siamo in piena campagna, cioè da luglio ad agosto, è veramente impegnativa». Ma, tra i campi non si sta mai con le mani in mano: da aprile ad agosto c’è il raccolto; da ottobre a novembre le semine, e poi tutto il resto. «I grandi mezzi e l’agricoltura di precisione che nulla spreca, aiutano»

Quanto personale? «Tre di famiglia e tre dipendenti».

Un gran bel lavoro, nonno Peppe.

di Adolfo Leoni, Il Resto del carlino, Venerdì, 1 febbraio 2019

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