Minori… per modo di dire. Professione: ingegnere e docente. Passioni: tante. Dalla poesia al calcio, alla tromba. Andrea Monteriù

Raro non vederlo sorridere. Impossibile non sentirlo positivo. Impensabile non provarne simpatia.

Nei giorni scorsi, ad un convegno scientifico presso il MI.TI. di Fermo, ha portato il saluto del rettore dell’Università Politecnica delle Marche Sauro Longhi.

Andrea Monteriù, 43 anni, fermano di nascita e residenza, è docente presso quella università, nelle sedi di Ancona e di Fermo. Insegna Automatica laddove ha frequentato da studente dopo il diploma all’ITI Montani.

Preparando la tesi di laurea è andato in Danimarca alla Technical University. Doveva restare sei mesi, è rimasto un anno e mezzo, dando tutti gli esami integrativi. La sua tesi in ingegneria elettronica, poi pubblicata, ha come titolo Fault-Tolerant Methods for sensor fusion. Supervisore scientifico, il danese prof. Mogens Blanke, relatore il prof. Sauro Longhi attuale rettore della Politecnica. In sostanza, per dirla in maniera estremamente sintetica: un metodo per diagnosticare deviazioni- guasti dei sistemi.

Invece, per il dottorato di ricerca, Monteriù ha preso l’aereo raggiungendo la Florida, per approfondire gli studi sulle tecniche applicate ai robot mobili da cui è scaturita un’altra tesi, Model-Based Fault Diagnosis for Mobile Robotic Systems, sotto la supervisione scientifica del prof. Kimon P. Valavanis.

Un freddo specialista? Macché: un curioso della vita. A partire dalla poesia. Ne scrive, e di belle, per sé, per la sua famiglia (è sposato con la signora Nives, ed è padre di Giorgia e Giulia) e per gli amici. Ce n’è una che tratta del dolore della Prima Guerra mondiale e della tovaglia che le monache benedettine ricamarono nel 1917, dedicandola alla Cavalcata dell’Assunta. Il nostro prof. è vice presidente del Consiglio di Cernita.

Ma non basta. Lui suona anche la tromba, che detta così sarebbe anche un po’ banale. Però Monteriù ha una disabilità all’arto destro. Braccio e mano quasi non ci sono a causa di una paralisi ostetrica al momento della nascita. Come si fa allora con una sola mano: la sinistra, e senza appoggio? Si fa si fa. Perché lui ha chiesto alla Yamaha di costruirgli una tromba speciale. Gliel’hanno preparata grezza ad Amburgo. Gliel’hanno inviata. Lui l’ha provata, ha chiesto qualche modifica. E lo strumento è ora perfetto. Talmente tanto che l’azienda probabilmente lo porrà sul mercato per disabili e mancini.

Finisce qui? No no. Andrea è anche arbitro di calcio. Attualmente in Seconda e Terza categoria. In precedenza, è stato assistente arbitrale (il vecchio guardialinee) in Promozione. La passione gli crebbe quando all’ITI, il suo assistente di meccanica gli diede un manuale per arbitraggio. Monteriù se lo studiò da cima a fondo, e gli piacque. Detto fatto e corso sui campi di calcio.

Da ragazzo, forse un po’ birichino, si arrampicava sulla Torre di San Zenone di Fermo. Per fare che? Per fotografare. Altra grande passione. Gli scatti diventarono una mostra sotto al Palazzo dei Priori. Poi, due sue foto furono inserite in un’altra mostra, stavolta ad Ancona, nelle sale dell’Università. Una bella soddisfazione con piccolo rammarico: una delle foto gli fu sottratta. Ed era uno scatto non male.

Settimane fa, partecipando ad un incontro con alcune persone del Fermano, ha precisato che la nostra terra non è in crisi ma in profonda trasformazione, una sorta di metamorfosi cui bisogna star dietro con agilità.

Tornando ai suoi robot e alla sua diagnostica, se andate su Amazon vedrete un elenco di suoi libri: da Fault Detection and Isolation for Multi-Sensor Navigation Systems a Human Monitoring, Smart Health and Assisted Living. Techniques and Technologies, con il rettore Longhi.

E poi, c’è la Cavalcata dell’Assunta…

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Sabato, 2 febbraio 2019

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