Civile Società. Il Borgo a difesa di San Savino

Ad oggi, sono 78 adulti. La maggioranza di Petritoli. Non tutti lì residenti. Molti abitano a Roma e in altre città. Il resto è dei paesi vicini. Sono una associazione di volontariato onlus che prende il nome de Il Borgo. Hanno sede in via Pacifico Marini, 10, a Petritoli. Sono nati nel 2016. Li presiede Alfredo Cappellacci, mentre il segretario è Valerio Andrenacci. La loro storia parte tre anni fa quando un drappello di amici si mette in testa di porre fine ad uno scempio.

A qualche chilometro da Petritoli, lungo la strada che porta a Monterubbiano, c’è un trivio. Lo si nota perché due cipressi, come quelli alti e schietti della poesia del Carducci, presidiano le strade. Siamo nella contrada San Marziale. Di fronte ai due alberi, a due passi dalla carreggiata, si staglia una piccola struttura rotondeggiante che s’avvita verso l’alto. Non la solita edicola votiva. Ma un tempietto dedicato a san Savino, il vescovo di Spoleto martirizzato sotto Massimiano che lo accusava di esortare il popolo a non sacrificare agli dei. Risale al XIX secolo. È possibile, dicono presidente e segretario de Il Borgo che riportano voci di anziani,che sia stato edificato a protezione dei passanti. Protezione da chi? Dalle streghe che, secondo la leggenda popolare, si davano appuntamento ai trivi delle strade. Molto più probabilmente, la gente del luogo lo eresse per quella tipica religiosità popolare perdurata sino agli anni Cinquanta dello scorso secolo. Ma, al di là, di esseri paranormali, l’intesse dell’associazione di volontario, è quello di poter restaurare la struttura. Oggi è completamente invasa dagli arbusti. Più che invasa sarebbe meglio dire: sommersa. Resta libero solo l’ingresso da cui si nota un piccolo altare dove erano collocate due mini statue: san Savino e la Madonna, e resti di affreschi.

Il Borgo ha chiesto ai proprietari di poter intervenire per liberare il tempietto dai rampicanti, risistemare il cancello d’ingresso e rinforzare la struttura. Il terreno circostante e la casa colonica sono in vendita, come si desume da un cartello.

Una insegnante del gruppo è convinta che, intorno, al tempietto, ci sia stato un insediamento di origine picena o, addirittura, una necropoli. Ne ha scritto in una rivista. Ma occorrerebbe un intervento di carattere archeologico.

Quello del recupero alla collettività dei beni culturali e artistico/monumentali in stato di abbandono è una delle attività dell’Associazione. Ma non l’unica. Ci sono anche la tutela e la salvaguardia delle zone di interesse archeologico, dell’ambiente e «dei relativi processi ecologici a garanzia dell’equilibrio naturale» e la manutenzione di piccoli spazi pubblici da rendere attraenti.

Intanto Il Borgo ha sistemato il piazzale La Fonte: uno slargo che oggi appare gradevole alla vista e dove è stata ripristinata una fontana e posizionata una statua della Madonna. Ogni terza domenica di luglio vi si svolge una festa popolare.

Ma l’impegno dei volontari ha riguardato anche il Parco della Rimembranza dove è stato allocato un palo alla cui sommità sventola un tricolore dinanzi agli alberi che portano in nomi dei caduti della prima e seconda guerra mondiale.

E per finire un’incursione in cucina. I membri de Il Borgo hanno preparato la polenta nel giorno dell’insediamento di mons. Mario Lusek, loro conterraneo, nella parrocchia sangiorgese di San Giorgio.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Mercoledì, 6 febbraio 2019

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