Artigiani Veri. Le sneakers di Vanessa

Monte Urano, Via Alpi. È lì che ha sede il Calzaturificio Vanessa Creazioni di Marziali Vanessa. Lei mi attende davanti al portone d’ingresso. Occhi vispi, capelli turchini, buona dialettica, idee originali. Mi hanno detto che sta sfornando una linea interessante di sneakers: calzaturefatte a mano, personalizzate, dai colori più diversi. E, soprattutto, rispettose dell’ambiente, eco-sostenibili insomma. Voglio constatare se è un richiamo solo di marketing o c’è anche sostanza.

Scopro che la sostanza, anzi la filosofia, c’è tutta. Vanessa ci ha puntato perché ci crede, perché d’estate cammina la montagna e ama la natura, perché l’ambiente va difeso.

E allora le scarpe? Le scarpe ha deciso di produrle sostituendo i materiali in pelle finora utilizzati (ha condotto per 32 anni un calzaturificio per uomo) con quelli in tessuto maggiormente eco-sostenibili. Ha iniziato con il cotone. Poi sarà canapa e successivamente lino.

Vanessa Marziali

Ma c’è di più: i colori sono naturali, sono estratti dalle piante. Glieli fornisce la sorella Paola, che lavora presso la Teknochim di Monte San Giusto.

Ma c’è ancora di più: la personalizzazione. «Attraverso una tecnica laser – mi spiega Vanessa – è possibile scrivere un nome, una data da ricordare oppure una frase che più ci rappresenta senza tralasciare la scelta del colore, lacci ed altri eventuali accessori che possono arricchire ulteriormente».

Sulla scrivania, Vanessa allinea i suoi campioni. Le scarpe hanno tutte un nome derivante dalla pianta da cui è estratto il colore. Juglans lo prende dalle sfumature e dai riflessi castani derivanti dal mallo dopo la raccolta della noce; Rubia è colorata dalla polvere che si estrae dalle radici della Robbia; Lutea perché è estratto dalle radici della Reseda; Phyllon, che in greco è foglia, ha il colore della clorofilla. Potrei continuare con lo Zaffiro, Indaco, Campeche…

La linea delle calzature, che è ancora sotto rodaggio, prende il nome di Natural Vanity. Perché? Vanessa risponde: «Perché sono realizzate in modo totalmente artigianale, su ordinazione, e ogni modello è diverso dagli altri». E chi sono i futuri usufruitori? «Coloro che non sono conformisti e che, nel vestire, non si accontentano di ciò che è comune e scontato». E la moda? «Nella moda, la vanità non è un difetto ma una caratteristica di bellezza e originalità». Vanitosi per natura? «Sì sì…».

Quella di Vanessa e di Paola è stata una scelta meditata. Partita anche dalla crisi che il settore scarpe ha vissuto e sta vivendo.

Ed è stata anche una sfida. Nel 2017, Vanessa si è posta la domanda: chiudo l’azienda o rilancio? Paola l’ha supportata. Insieme si sono dette: «Troviamo qualcosa di particolare, facciamo qualcosa a cui teniamo: la natura. Puntiamo sui suoi elementi». Ed ecco la scelta: calzature sportive che non siano solo «un capo da indossare per comodità e comfort, ma anche un’esperienza emozionale, che faccia sentire unica la persona».

E così si è iniziato. La fase attuale è quella della sperimentazione. Tra poco si entrerà nella produzione vera e propria.

Intanto Vanessa sta pensando anche all’imballaggio, che dovrà essere anch’esso originale.

Mentre parliamo, arriva Milena. Appoggia sul piano della scrivania due materiali: uno ai funghi e uno al caffè. Glieli ha inviati un cliente tedesco. Diventeranno scarpe.

Che ne dite: c’è sostanza?

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Giovedì, 7 marzo 2019

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