Civile Società. Prodotti di qualità a tutto… GAS

A Porto Sant’Elpidio, a poca distanza dal Santuario de La Corva, c’è una casetta in legno: una sorta di chalet di collina. Ogni venerdì pomeriggio, un gruppo di persone entra a mani vuote ed esce a mani piene. Ritirano prodotti alimentari ordinati ad una serie di piccoli produttori di qualità che insistono nel territorio sud delle Marche, ma non solo. In termini tecnici, il gruppo di famiglie che s’è messo insieme per «l’acquisto critico e consapevole», viene definito GAS, che sta per Gruppo di Acquisto Solidale.

La storia del GAS elpidiense risale al 2010. Cinque famiglie di amici, che sono attente alla salute, alle buone produzioni agricole, alla difesa della campagna e quindi della natura, si mettono insieme. Intendono acquistare buoni prodotti, saltare l’intermediazione commerciale, sostenere i produttori locali e risparmiare quando si può. Sono anche quelli che hanno girato spesso per mercatini biologici alla ricerca di alimenti sani. E sono anche un po’ pionieri. Daniela Ferrini è tra le promotrici. «La prima fornitura – racconta – è la pasta di Gino Girolomoni». Lui è Alce nero, colui che nel 1976 re-iniziò nell’Urbinate la produzione agricola con i sistemi tradizionali. «Non eravamo ancora troppo esperti – spiega Daniela – così arrivò un bancale di pasta che ci sembrava eccessivo». Ma non lo fu.

Dalla pasta ci si è ampliati ai formaggi, salumi, verdure, frutta, etc. etc.. Nel giro di qualche anno, le famiglie aderenti aumentano. Ci si attrezza come si può.

Gli ordini vengono riportati su un foglietto A 4 e poi girati alle aziende i cui titolari vengono contattati personalmente. Il primo deposito è la propria casa. I produttori scaricano da Daniela. «Ricordo che un giorno il mio salotto – racconta la Ferrini – era pieno di farina, e il pianerottolo ingombro di casse d’arance». Arriva la svolta. Non più foglietti, ma foglio excel per gli ordini, e mail per conoscere i quantitativi da richiedere. Il rapporto con i produttori resta però immutato.

Anzi, si amplia con visite nelle aziende. Come alla Iris di Lesignano de Bagni in provincia di Parma. Il GAS cercava un ottimo quanto piccolo produttore di parmigiano. Cerca che ti cerca, il contatto viene stabilito e Davide, titolare del parmificio, invita le famiglie a conoscere il procedimento di lavorazione. Appuntamento alle quattro di mattina. Un po’ presto per i bambini. Si media. Arrivo alle sette. I bambini rimangono talmente stupiti che ancora oggi quando lo chiedono, chiedono il parmigiano di Davide. Così come chiedono il prosciutto di Luigi, che è il sig. Recchi di Petritoli.

Nel 2012, il numero degli aderenti cresce ancora. È il caso di costituire una associazione di promozione sociale. Nasce così La Corva Bio. Daniela ne diventa presidente. Ma occorre anche uno spazio che non sia quello casalingo. Si ricorre all’amministrazione comunale e all’associazione di quartiere. A Villa Maroni de La Corva ci sarebbe una possibilità. Detto e fatto. La Corva Bio acquista una prima casetta in legno. Successivamente ne acquisterà una più grande. Oggi le famiglie sono 45. Ogni venerdì, dalle 19 alle 20, ritirano il «prodotto fresco» che i produttori hanno appena consegnato. Nell’associazione c’è chi si occupa di smistamento, chi degli ordini, chi pulisce la casetta e chi tiene i contatti con i produttori. È un’autogestione. Che funziona. E rispetta salute e ambiente.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Mercoledì, 20 marzo 2019

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