Civile Società. L’impegno dell’AUSER fermana

AUSER: l’acronimo sta per Autogestione Servizi. Nata in Italia 30 anni fa e nelle Marche 25, nella provincia di Fermo ha visto la luce solo più di recente: nel 2008.

Si tratta di una associazione di Volontariato e di Promozione sociale che ha preso forma da un progetto di CGIL e SPI CGIL. A comporla sonogiovani, adulti e anziani che «condividono un obiettivo comune: essere utili agli altri». Con particolare attenzione ai pensionati.

La sede fermana si trova all’interno della Casa del Volontariato, in Via del Bastione. A presiederla da due anni è Graziano Ferroni.

L’AUSER fermana svolge il compito di coordinamento di sei circoli: uno rispettivamente a Fermo, Montegranaro, Porto Sant’Elpidio, Porto San Giorgio, due ad Amandola. Gli iscritti sono 560.

La sede fermana, insieme agli altri circoli, ha progettato e realizzato numerose attività, soprattutto nel campo della formazione come capacità di ascolto e di accoglienza. Il servizio si chiama Filo d’Argento. La preparazione dei volontari è durata tre anni e ha potuto avvalersi di un progetto europeo denominato Silver Thread (appunto: filo d’argento), in partenariato con HelpLine dell’associazione irlandese Third Age Foundation. In questo caso i circoli di Fermo e Porto Sant’Elpidio hanno svolto un lavoro di vicinanza tramite telefono e di trasporto degli anziani per visite mediche, per i pasti, per la messa.

L’AUSER provinciale ha anche promosso e coordinato tre progetti post sisma 2016: Ricominciamo Insieme, Luoghi Parlanti e Volontariato, Cultura e Ambiente per Ripartire.

Proprio in questo periodo, in Via del Bastione è attivo un laboratorio per l’assistenza psicologica degli sfollati da terremoto.

Riguardo alle attività di carattere sociale, culturale ed educativo, sono stati realizzati corsi per l’uso del computer e il suo impatto sulla vita quotidiana; la trattazione delle notizie e il fenomeno della fake news; sviluppo della creatività, aumento della funzione della memoria. Non sono mancati i temi paesaggistici e naturalistici con escursioni per la conoscenza e la valorizzazione del territorio, come ad Amandola o a Smerillo.

Proprio a Smerillo, i volontari torneranno ai primi di giugno per un periodo residenziale tra il verde e la tranquillità in quello che viene definito il Tibet delle Marche.

Lo scorso anno, l’AUSER ha pubblicato un calendario e un quaderno contenente narrazioni autobiografiche dal titolo Racconti sul lavatoio di Porta San Giuliano e dintorni.

Graziano Ferroni, presidente provinciale

Da qualche anno, in collaborazione con Legambiente, i volontari si prendono cura a Fermo dell’Orto Urbano di Vicolo degli Orlandi, delimitato dalle mura romane. Quello degli orti e la cura del verde sono obiettivi che l’AUSER considera importanti. Se lo spirito è quello dell’aiuto reciproco con una attenzione particolare all’invecchiamento attivo, la coltivazione dell’orto e quella del verde sono metodi efficacissimi come già indicava il dr Flaminio Fidanza, ideatore della prima cattedra di nutrizionistica in Italia.

Tra gli altri scopi, l’AUSER intende proporre alle amministrazioni locali la possibilità che i suoi volontari svolgano la vigilanza dinanzi agli istituti scolastici. Servizio già attivo nelle altre province, specie nel Pesarese e nell’Anconetano. Senza dimenticare di dar vita ad una Università popolare.

Il tutto perché si viva meglio e ancor meglio si invecchi.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Mercoledì 27 marzo 2019

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