Minori… per modo di dire. Un piazzale intestato a Francesco Zama

Stamattina, a Campiglione di Fermo, il piazzale dinanzi alla chiesa di San Gabriele dell’Addolorata sarà intitolato a Francesco Zama (nato a Faenza il 23 aprile del 1927, morto il 31 marzo del 2011). Un riconoscimento dovuto. Deputato, dirigente d’azienda, ingegnere, marito, padre. Potrebbero scriverci ogni cosa. Ma solo un termine varrebbe a spiegare l’uomo e l’opera: Francesco Zama, un credente. Di quelli cresciuti abbeverandosi alla Dottrina sociale della chiesa. Dove persona e lavoro, rispetto e aiuto, bene comune soprattutto, sono i cardini di un pensiero che si fa metodo e concretezza.

Vicino al piazzale, lo zuccherificio SADAM è muto da anni. Zama lo caldeggiò e lo progettò, l’assemblea degli azionisti approvò la costruzione, il patron Maccaferri disse sì. Era il 12 febbraio del 1966. I lavori iniziarono nell’autunno. Il 12 agosto del 1967 si ebbe la prima campagna saccarifera.

Primi anni Settanta. Mpns. Norberto Perini accanto all’ing. Zama

Un impegno che vide coinvolte 25 imprese, 600 operai, lo staff SADAM al completo. L’ing. Zama onnipresente, dormiva in baracca dove una volta invitò a cena moglie e figli, che non lo vedevano da settimane.

Zama rispondeva a una richiesta dell’allora arcivescovo di Fermo. Milanese, impregnato di cattolicesimo sociale, mons. Norberto Perini, ogni volta che celebrava messa per la Pasqua a Montecosaro, in un altro stabilimento del gruppo Maccaferri, chiedeva all’ingegnere: «Dovete farmi uno zuccherificio anche a Fermo», per dare lavoro, per aiutare lo sviluppo, per essere una presenza sociale.

Nel secondo dopoguerra Zama, alto, robusto, preparato, era stato il riferimento degli universitari cattolici di Faenza. La dimensione religiosa un tutt’uno con quella professionale e famigliare.

Nel 1976, insieme a Tonino Onori, spinto da mons. Cleto Bellucci, aveva dato vita a Radio Fermo Uno. Più tardi sarà impegnato anche nel periodico La Voce delle Marche. Non per sostenere una parte, ma per un dialogo necessario con la società circostante.

Consigliere comunale con la Democrazia cristiana, è stato anche deputato della Repubblica italiana battendosi per la realizzazione della provincia di Fermo.

Davanti alla targa, c’è la chiesa di San Gabriele dell’Addolorata. Lui l’ha progettata, i suoi uomini ci hanno lavorato insieme ad altre imprese del territorio. Ha una forma che si slancia verso il cielo, come la vita di ognuno a volte gravata di sofferenze e dolore, ma sempre tesa all’Infinito.

La chiesa è stata completata nel 1988. Ancora una volta l’origine era dovuta a mons. Perini che aveva detto a Zama. «Quando avete finito di costruire la fabbrica mi dovete fare una bella chiesa parrocchiale per questa zona che è destinata a un forte sviluppo». Erano gli anni Sessanta. Perini e Zama guardavano avanti.

L’ing. Zama

1988, Zama metteva mano al progetto della chiesa, le maestranze della SADAM si impegnavano ancora una volta con determinazione, altre aziende partecipavano. La gente semplice contribuì come poteva. «Ci sono tante persone – ha scritto il parroco don Luigi Traini in occasione dei 20 anni dalla edificazione – che in maniera semplice o nascosta hanno contribuito con la loro offerta o con il loro lavoro alla realizzazione della nostra chiesa». Un’opera comune come al tempo delle cattedrali medievali.

Il Bene di tutti torna ancora una volta ben chiaro nell’azione di Francesco Zama.

Poi l’Europa e la chiusura dello zuccherificio. Ultima campagna nel 2005.

«La vicenda dello zuccherificio è uno di quei misteri europei…». Così gli scrisse Gianni Letta, a quel tempo Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Fu un dolore per l’ingegnere.

L’ultima volta che lo incontrai, parlammo del rilancio della Voce.

Respirava affannosamente. Ci lasciò qualche tempo dopo.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino,Sabato, 30 marzo 2019

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