Artigiani Veri. I restauri di Marco

Ceresola. Frazione di Smerillo. Un edificio ristrutturato. Fienile prima. Bottega d’arte oggi. E laboratorio di Marco Salusti. La luce non manca. Due vetrate guardano i Sibillini. L’interno è zeppo di attrezzi del mestiere: colori, pennelli, tele, cavalletti, banco, e poi pialle, morsetti, manufatti in legno, candelieri e «tutto ciò che racconta una storia». Marco ama il legno. Come suo padre Secondo che gli ha trasferito l’amore per il lavoro artigianale: mani e cervello insieme.

Lui è un rinomato restauratore di dipinti e di legni dipinti. La vicenda professionale è ricca di esperienze, e anche sacrifici. È un artista sessantenne pieno di vigore, che guarda avanti.

Il restauratore Marco Salusti

1977. Compiuti gli studi all’Istituto d’Arte di Fermo, Marco punta sui Cartoni animati e compie uno stage presso la Scuola di animazione nata a Urbisaglia. Poi, per due anni, si trasforma in illustratore e grafico presso la casa editrice Dionisi: libri per bambini. La mancata pubblicazione di un volume di favole illustrate lo porta ad allontanarsi dall’editore. Si mette in proprio e diventa grafico pubblicitario. Sono i primi anni Ottanta. Arriva la svolta. Uno zio prete: don Rolando Di Mattia, storico di vaglia, lo chiama a Loro Piceno per il restauro di alcuni dipinti della chiesa di Santa Maria. Il lavoro è notevole. Marco pensa di non essere ancora pronto. Ha bisogno di un maestro. Così zio e nipote raggiungono un grande artista. Si tratta di Dimitri Vakalis che ha frequentato l’eccellente Istituto Centrale dei Restauri di Roma. Vakalis arriva nel paese del maceratese. Marco lo segue, ruba l’arte con l’occhio e con la mano. Impara. «È una vera e propria iniziazione», commenta oggi.

Per la chiesa di Santa Maria realizzerà le stupende vetrate che ancora oggi caratterizzano l’edificio.

Sono anche gli anni in cui Marco è impegnato nel laboratorio di Domenico Germani che ha incarichi a Urbino presso la Sovrintendenza. Qualche tempo dopo sceglie di lavorare per Gianfranco Pasquali, altro restauratore di alto profilo con bottega a Macerata. Ma è anche tempo di farsi una famiglia. È tempo di sposare Maria Teresa.

Sua moglie gli porta fortuna. Marco viene chiamato a restaurare un importante ciclo di affreschi nel chiostro del convento francescano di Montefalcone Appennino, laddove visse Matteo da Bascio, fondatore dei Cappuccini.

Sono anche gli anni, però, che, per lavorare, occorre entrare nel giro della Sovrintendenza. Lui chiede. Ma non c’è posto. Gli manca una qualifica. Per due anni, Marco si sposta periodicamente a Roma per seguire i corsi di restauro presso l’Istituto d’Arte, Artigianato e Restauro. Nel 1991 si diploma. Ora ha tutti i crismi.

E iniziano i maggiori impegni: dalla collaborazione al restauro e recupero di dipinti ad olio di alcune opere situate nel Cappellone di S. Vittoria in Matenano alle pale d’altare di Gualdo, ai dipinti di Penna San Giovanni; dal recupero degli ambienti della torre medievale di Monteriggioni ai restauri nella chiesa di Grottammare, ai lavori nelle chiese di Montefortino, Comunanza, sino all’abbadia di San Claudio a Corridonia,; dai dipinti ad olio nella Pinacoteca di Montefortino agli interventi nella Cattedrale di Fermo. E potrei continuare a lungo.

Marco è un artista eclettico. Fa mostre, tiene corsi. Ultimamente UBU, personaggio surreale che commenta con la parola, a Smerillo, Le parole della Montagna.

Che dire? Non ci sono… parole

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino,Giovedì, 4 aprile 2019

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑