Artigiani Veri. Il falegname dalle mani d’oro

È stato scritto che l’artigiano, colui che lavora con le mani e realizza l’idea che ha nella mente, continua la creazione del Padreterno.

L’artigiano è l’artefice del bello, è a un passo dall’artista e, forse o sicuramente, artista lo è anche lui.

Per altri versi, un importante giornalista nazionale sosteneva recentemente che «l’artigianato è un inno al lavoro».

Li vado cercando, gli artigiani. Perché vanno scovati. Perché, ormai sempre di meno, se ne stanno zitti nelle loro botteghe. Eppur sono esemplari.

Sauro Ciabattoni, il falegname

Me ne avevano segnalato uno dalle parti di Servigliano. Sono andato. Ho chiesto informazioni. «È falegname, – mi hanno detto, precisando – è restauratore. Ha le mani d’oro». L’ho rintracciato in aperta campagna.

Un casa di quelle d’un tempo. Sul tetto di una vecchia costruzione che poteva sembrare, a prima vista, il ricovero di un maiale, c’erano appoggiate tavole di noce. Un doppio strato di nylon le avvolgeva con cura per difenderle dalla pioggia e dal freddo.

Al piano terra, una stanza. La porta è aperta. Ho curiosato dall’esterno senza entrare. Su tre tavoli, uno accanto all’altro, sono rovesciati dei mobili. Incompiuti. Come se il lavoro si fosse fermato da qualche tempo.

Sauro Ciabattoni è sceso dal piano superiore. Età: 50 anni. Gli ho domandato se potevo scrivere di lui. Mi ha guardato. Non ha detto no. Scrivo. Perché le mani d’oro ce le ha sul serio. Mi sono avvicinato ai mobili: perfetti, anche se non portati a termine.

Gli ho chiesto come si definisca. «Falegname» ha risposto. Anche restauratore, ho aggiunto io. Ha fatto cenno di sì con la testa. «E lucidatore» ha aggiunto sorridendo. Però il sorriso è amaro.

Ci sono la pialla, il martello, i chiodi, la sega elettrica… Quella stanza non ha l’aspetto di un laboratorio, di una bottega, di un luogo dove lui stia attualmente lavorando.

Scopro che in effetti non lo è, quantomeno non lo è attualmente. Da alcuni anni l’artigiano-artista dalle mani d’oro è quasi fermo. Deve badare a due genitori. Hanno entrambi l’alzheimer. Hanno bisogno di attenzione continua. Così, le mani ora servono ad altro.

Allora, racconto di lui per quello che è stato… e che sarà, sicuramente.

Sauro, che è originario di Curetta di Servigliano, ha imparato il mestiere da piccolo. Il falegname lo ha fatto presso l’azienda FAIP di Grottazzolina.

Poi, dopo il servizio militare, per 26 anni si è messo, come si dice, in proprio.

Bottega a Curetta, bottega a Montefalcone e tanti clienti da soddisfare.

La richiesta c’era, sia per costruire sia per restaurare. Cosa? Credenze: quelle a doppio piano: base e alzatina; e poi comò, tavoli, sedie, testate di letti, armadi. Ne scorgo uno sul fondo della sua stanza. Sembra un Ottocento.

La noce è il suo legno preferito. E oggi? «Oggi il legno è tutto essiccato in forno». Non capisco bene cosa significhi ma riporto la sua frase.

Ma i problemi sono anche altri. La produzione industriale, innanzitutto. L’Ikea ormai detta legge. C’è poi la crisi economica. I soldi sono pochi, le richieste si sono diradate di molto.

«Come falegname, – mi dice – sistemavo anche le persiane che erano di bel legno. Ora sono di plastica». Quindi, manutenzione zero.

C’è voglia di parlare. Capisco che vorrebbe rimetter mano agli attrezzi.

Prima o poi lo farà. Perché essere artigiani è anche dar sfogo alla propria creatività. Ed è impossibile tenersela dentro per troppo tempo.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino,Giovedì, 11 aprile 2019

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑