Cammino la Terra di Marca. Il via all’ippovia

Dodici mesi di preparazione. Un anno di studio dei sentieri e prove sul campo. L’ultima delle quali, una cavalcata a dicembre scorso in occasione della riapertura del Santuario della Madonna dell’Ambro.

Annunciata nel 2018, prende il via nel 2019. Ma cosa?

L’ippovia del Tenna. Probabilmente, la prima nelle Marche. Probabilmente, quella che darà il segnale verde ad altre lungo le vallate rasenti i fiumi. Risposta turistica. Trasversale. Unica per ora. Che porta con sé più aspetti.

Il progetto pilota sarà rodato il 4 e 5 maggio prossimi. 15/20 cavalieri, ai quali si aggiungeranno escursionisti e ciclisti, risaliranno il fiume Tenna, da Piane di Montegiorgio a Montefortino. L’itinerario si snoderà accanto al fiume. Due giorni e mezzo di cavallo e la meta sarà raggiunta. I comuni lambiti: Montegiorgio, Belmonte Piceno, Servigliano, Falerone, Monte San Martino, Smerillo, Amandola e Montefortino. Al seguito della comitiva ci saranno veterinario e maniscalco.

L’iniziativa verrà riproposta qualche mese dopo con l’itinerario completo: partenza da Porto Sant’Elpidio, variante possibile Santa Maria a Mare di Fermo, arrivo sempre a Montefortino. In questo caso i giorni saranno 4/5 e i comuni, oltre a quelli dell’ultimo tratto già sopra scritti, sono Porto Sant’ Elpidio, Sant’ Elpidio a Mare, Monte Urano, Fermo, Magliano di Tenna, Rapagnano e Grottazzolina. Saranno allestite dieci stazioni di posta mobili: luoghi per far riposare i cavalli e dar loro ristoro. Cinque invece quelle fisse.

E la trasversalità?

Innanzitutto, i cavalli e i loro amanti. Un richiamo ampio e caratteristico per la Terra di Marca che degli equini se ne intende. Pensate al grande ippodromo San Paolo di Piane di Montegiorgio o al colle di San Liberato dove si svolgeva annualmente, sino a 70 anni fa, una grande fiera dei quadrupedi.

Poi la natura e il panorama. E il richiamo religioso. Che sia Porto Sant’Elpidio o Fermo, il via alla cavalcata sarà dato da un santuario: quello de La Corva o quello di Santa Maria a Mare, per raggiungere poi l’importantissimo e magnificamente restaurato Santuario della Madonna dell’Ambro, dopo aver sostato presso l’abbazia di San Ruffino di Amandola.

Altro tassello: il fiume. Se ne parla solo per le esondazioni o, al contrario, per la mancanza d’acque. Eppure, i nostri fiumi sino a mezzo secolo fa erano densi di storie e di leggende, e anche di pescatori, e anche di ragazzi che vi si tuffavano per il bagno. Una cultura sparita in pochi decenni.

Ecco, l’ippovia del Tenna metterà insieme queste tessere.

Cosa ci guadagnano le comunità locali? Le soste e i pernottamenti porteranno cavalieri, ciclisti e podisti a usufruire di alloggi; i pranzi e le cene verranno effettuati nelle trattorie locali; la traversata offrirà la possibilità di scattare foto, che diverranno promozione, e visitare le bellezze architettoniche e artistiche; gli arrivi consentiranno di acquistare oggetti ricordo per parenti e amici.

L’iniziativa è stata presa dai componenti l’Associazione Antichi sentieri Nuovi cammini insieme al grande appassionato di cavalli che è Sandro Montironi.

Chiudo con Lindo Ferretti: «Un fuoco, un cavallo vicino, comincia il cammino».

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Domenica 14 Aprile 2019

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