Monna Lisa. Chi era costei? L’indagine diventa un film

Il due maggio del 1519 moriva ad Amboise quello che sarà riconosciuto come l’interprete magistrale del Rinascimento: Leonardo di Ser Piero da Vinci. 500 anni ci distanziano da lui, ma non dalle sue opere, alcune delle quali talmente moderne da superare l’immaginazione contemporanea.

Inventore, scienziato, artista. E di un aspetto artistico vogliamo parlare e di quella pittura che ancora ci lascia nel dubbio: Monna Lisa. Potremmo usare le parole del Manzoni per interrogarci su chi fosse costei.

Chi si nasconde dietro al ritratto più famoso del mondo? O quanti furono i volti che formarono il volto unico che conosciamo?

Se lo è chiesto il regista Luca Trovellesi Cesana che ha realizzato una densa docu-fiction dal titolo Identità Monna Lisa, realizzata da Sydonia Production. Il lavoro cinematografico sarà presentato in anteprima internazionale al Multiplex Super8 di Fermo, oggi alle ore 21. Successivamente verrà proposto sul canale Mediaset Focus.

Ma seguiamo il canovaccio della storia.

Lagonegro, Basilicata. È il 2014 quando viene inaugurato nella cittadina il Monnalisa Museum. Ma che c’entra la Lucania? È l’enigma nell’enigma. Secondo alcuni, Lisa Gherardini, il volto prestato a Monna Lisa, sarebbe morta e sepolta proprio a Lagonegro.

Come nel suo stile, Luca Trovellesi Cesana costruisce un reticolo di testimonianze che converge verso il punto centrale: chi è la Gioconda?

«Partiremo da Parigi, – spiega il regista – dove si trova attualmente il dipinto, per ricostruire l’epopea dell’opera. Acquistata da re Francesco I nel 1518, finita nella camera da letto di Napoleone, trafugata dal Louvre nel 1911 da un muratore italiano, nascosta in cinque castelli diversi per non essere rubata dai Nazisti».

Attraverso ricostruzioni mescolate a focus scientifici 3d, il regista indaga sulla tela. Davvero si nasconderebbe un’altra immagine sotto ai lineamenti della Gioconda? E qual è il paesaggio che fa da sfondo e potrebbe darci utili informazione sul quadro?

Secondo molti, Monna Lisa sarebbe Lisa Gherardini del Giocondo, moglie del ricco mercante Francesco del Giocondo. Leonardo l’avrebbe dipinta nel suo terzo soggiorno a Firenze per poi portarsi con sé il quadro incompiuto alla corte di Francesco I. Proprio in Francia l’opera è menzionata per la prima volta con il nome de La Joconda.

La troupe cinematografica si sposta a Firenze dove qualche anno fa sono stati effettuati scavi presso l’ex Monastero di Sant’Orsola. Gli esami del carbonio 14 effettuati su resti ossei confermerebbero che è questo il luogo dove è stata sepolta Lisa Gherardini. Ma una nuova ipotesi molto attendibile afferma che la nobildonna sarebbe stata sepolta invece in Lucania. Ed ecco, allora, Trovellesi indagare al sud dove scoprirà «particolari inediti dell’avvincente teoria. Nel suo libro Leonardo da Vinci o la resurrezione degli Dei, scritto nel 1901, il romanziere russo Merežkovskij indica come luogo di sepoltura della Gioconda proprio la piccola cittadina lucana». Una conclusione sorprendente accreditata da storici e sociologi. Ma un dubbio resta: E se Monna Lisa non fosse in realtà Lisa Gherardini? Anche in questo caso una recente pista riporta ancora in Basilicata, dove tutt’ora esiste una località denominata Gioconda. Monna Lisa non sarebbe altro che Isabella d’Aragona, figlia dell’erede al trono di Napoli Alfonso II e di Ippolita Maria Sforza, colta duchessa di Milano. Isabella sarebbe stata addirittura sposata segretamente con Leonardo, tra i principali pittori di corte degli Sforza tra il 1482 e l’alba del 1500. Con innovative tecniche grafiche il regista mostrerà «l’enorme somiglianza con la Gioconda di Leonardo e l’Isabella d’Aragona di Raffaello».

Una docu-fiction avvincente che riproporrà, attraverso testimonianze di archeologi, storici, critici d’arte, giornalisti, direttori di gallerie, il percorso che il capolavoro di Leonardo ha compiuto continuando a meravigliarci così come il suo sorriso.

di Adolfo Leoni, mercoledì 24 aprile 2019

Una risposta a "Monna Lisa. Chi era costei? L’indagine diventa un film"

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  1. E’ Stato un colpo, un duro colpo. Incredula ho letto. Sono approdata alla stessa ipotesi ma non ho avuto il coraggio di rivelarlo neanche agli amici più stretti che esaminano pazientemente le varie congetture.Ero quasi tentata di dichiararlo in un incontro teatrale ma il timore che la ricerca. dei documenti , talvolta lacunosi, non fosse accurata mi ha fatto desistere. Mi piacerebbe molto vedere il film e capire se il percorso ha nodi comuni e soluzioni chiare…come spero… Grazie Giovanna

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