Civile Società. L’associazione che ha fatta rivivere Cerreto

La storia inizia nel 2011 a Cerreto di Montegiorgio. Il borgo è medievale, sulla strada che da Firmun portava a Urbs Salvia. Medievale e abbandonato. Lo abitavano tre-quattro persone. Le mura castellane avevano problemi. La vegetazione invadeva il sotto bosco. 35 anni prima un gruppo di persone tentava di rianimarlo. Erano i tempi delle quasi comuni. Durò poco. Poi, qualcosa è accaduto.

Marco Rapazzetti è insegnante, musicista, suonatore della cornamusa degli Appennini. Il suo gruppo: gli Errabundi Musici, maestri di celtica e musica medievale, compiva, nel 2011, dieci anni di attività. Come festeggiare? Con una Notte Bianca del Medio Evo. Questo decisero. Ma dove? Perché no a Cerreto? Massì: a Cerreto. E fu un successo. Il primo. Scritta così sembra cosa automatica, Invece no! Perché c’è stato bisogno di chi togliesse l’erba, di chi zappasse, di chi pulisse i muri, di chi allestisse i tavoli, di chi portasse via lo sporco. Marco lo disse a Giuliano. Giuliano lo disse a Giacomo. Giacomo lo disse… Si formò un gruppo che per tre mesi altro non fece che sistemare il borgo e ridargli vita. E gratuitamente. L’anno successivo La notte bianca del Medio Evo si trasformò in Cerreto Medievale. Il gruppo informale di amici – amici! – divenne Associazione Rivivi Cerreto. E, accidenti!, se l’hanno fatta rivivere. Così Cerreto è tornato nel cuore di chi un tempo l’abitava e di chi l’ha scoperta grazie alla festa di fine maggio. Festa che si terrà anche quest’anno: il 25 e 26.

L’associazione di cui è presidente Giuliano Clementi è formata da una quindicina di persone. Età media: 40 anni; professioni: dall’insegnante all’operaio, dall’agricoltore al pensionato. Ma le cose cambiano in procinto della festa. A lavorarci sono in oltre cento. «Ne eravamo 130 lo scorso anno; – precisa Giuliano – ne saremo ancora di più quest’anno».

Lavorare significa: pulire il bosco, riparare le staccionate, recuperare gli spazi verdi, ramazzare le vie, curare l’ex chiesa. Quest’ultima, dedicata ai santi Michele e Santa Dorotea, è stato il primo intervento realizzato. Minuscola, all’ingresso del borgo, è senza tetto e, dieci anni fa, era infestata da erbacce e animali. Ora è il luogo privilegiato per incontri culturali e mostre. Il tetto non sarà ripristinato. E l’unica copertura adeguata sarà… la volta celeste.

Ma non è solo Cerreto medievale. In estate e, quando il tempo è buono nelle altre stagioni, l’Associazione propone eventi che hanno l’obiettivo di ricostituire una comunità. Due anni fa, ospitarono la due giorni del Turismo sostenibile: novanta persone a studiare la Terra di Marca e il suo rilancio. Affascinarono le consulenti dell’allora Ministro Franceschini, colpirono l’ex direttore di Puglia Promozione, suggestionarono docenti (non solo italiani) e studenti universitari che ne parlarono nelle loro tesi di laurea. Anche perché, oltre alla bellezza del luogo, ci sono i cibi preparati da giovani e adulte vergare. «Uno dei nostri scopi – ribadisce Clementi – era quello di riaccendere i riflettori sul borgo». Ci sono riusciti. Come sono riusciti ad essere un esempio su quel fronte chiamato economia morale, che non riguarda il compenso in soldi, ma la soddisfazione interiore. Che ci fa star bene. E rimette in moto meccanismi creativi capaci di dar vita ad una economia diversa. Umana.

Il 25 e 26 maggio a Cerreto ci saranno anche le lucciole. L’ho sperimentato!

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Mercoledì, 8 maggio 2019

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