Gente di Campo. I rASOterra della Valdaso

Avevo assaggiato ortaggi ottimi presso il Forno Michilli di Marina di Altidona. Ho chiesto dei produttori. Emanuele mi ha indirizzato verso l’Azienda agricola rASOterra. Da Lapedona bassa a quella alta, poco dopo il bivio, sulla destra si sale ed ecco… la scuola. Anzi, la scholè. Anzi la micro-fattoria familiare di Isabella Cocci e Yuri Marchionni. Eh sì, perché il locale dove la giovane coppia vive è la vecchia scuola di campagna. E la scholè è l’idea che, oltre all’agricoltura, in quel luogo potranno esserci momenti culturali, oltre che, in spazi attigui, tra qualche tempo un B&B per quanti vorranno passare momenti di relax.

I titolari

Entro in un locale pieno di luce e arredato con gusto. I mobili in legno sono opera di Yuri. Sua moglie è dietro a due dolci che sembrano ciambelloni. «Sono per amici», dichiara la padrona di casa che è laureata in architettura ambientale.

Da tre anni la coppia lavora l’ettaro di terra dove vengono coltivati ortaggi con il sistema bio-intensivo. «Produciamo ortaggi, frutta e uova con l’intento di coltivare un cibo sano e densamente nutriente, oltre il biologico».

I prodotti stagionali vengono poi sistemati in cassettine che ogni giorno Yuri consegna a domicilio a 40 famiglie di San Benedetto del Tronto, Fermo, Altidona e Pedaso, e ai ristoranti come il Forno Michilli, Papillon, il Faro, il Tiglio, Da Rita e Da Savini ad Altidona.

I rASOterra sono stati nominati contadini custodi della cipolla rossa reintrodotta solo da sette anni nella Valdaso. Considerata il cibo della salute, era coltivata da Egizi, Greci e Romani che la utilizzavano per difendersi da molte malattie. «È una varietà molto aromatica e ha un sapore dolce. Aiuta a ridurre i livelli di colesterolo cattivo, contiene vitamina C, ferro, vitamina E, selenio, iodio, zinco e magnesio».

La micro-fattoria si è inserita nel territorio della Valle dell’Aso con l’obiettivo di diffondere «la cultura del “fare” agricoltura sulla base dei principi dell’agricoltura organico rigenerativa». Ma perché rASOterra?

«Buon senso, etica e locale – spiegano – sono le azioni che ci contraddistinguono e fanno sì che con molta umiltà (ovvero a rASOterra) ci inseriamo all’interno della filiera alimentare della valle proponendo un’agricoltura sana, naturale e di piccola scala che si porta dietro un bagaglio pieno di sperimentazione, esperienza e innovazione, che ha come primo obiettivo l’autoconsumo e subito dopo la vendita diretta a famiglie».

L’idea prende forma nel 2011 quando con l’associazione MAD (Movimento agricoltura dinamica) Isabella e Yuri cominciano a sperimentare ad Altidona, presso il piccolo orto di paese concesso in comodato d’uso dalla Comunità di Sestu, tecniche di agricoltura sinergica per la produzione di verdure per l’autoconsumo e con l’obiettivo più grande di divulgare al territorio, attraverso convegni, espressioni artistiche, mostre e corsi, metodologie di coltivazione alternative etiche e sostenibili. Nel 2015 la trasformazione in un’azienda agricola.

Ed il testimonial? Sicuramente il piccolo Pietro, due anni, che gioca libero nei campi.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, venerdì 10 maggio 2019

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