Cammino la Terra di Marca. Il Cammino della Student

Sono a cena. Ristorante Da Emilio, Fermo. Cibo della Dieta mediterranea: la stagionalità impera.

Ho davanti un giovane indiano: indù. Un altro indiano è alla mia sinistra: musulmano. Più in là c’è una ragazza ucraina, accanto, una cinese. Di fronte, un ghanese. I belgi sono sull’altro tavolo insieme ad azeri, russi e polacchi.

Il prof. Colin Johnson viene dalla California, preside di facoltà a San Francisco. Il prof. Frazer, statunitense, ci allunga un whisky stupendo. Gradisce il prof. Emanuele Frontoni dell’università Politecnica delle Marche. Il prof. Alessio Cavicchi, di quella maceratese, s’intrattiene con docenti e tutor inglesi, belgi e italiani. L’International Student Competition è iniziata da qualche ora e già le immagini invadono la rete. Gli universitari di dieci paesi del mondo guardano e immortalano. E postano. Le foto si moltiplicano. Prima che il sindaco Loira, dal teatro di Porto San Giorgio, dia il benvenuto (è martedì 7 maggio), un gruppetto ha girato Castel San Giorgio: la viuzza piana, le minori che salgono la collina, gli archi dell’antico porto, Villa Bonaparte. Wow è un’esclamazione comune ad europei e orientali. Soddisfazione, stupore, eccitazione.

Iniziano le lezioni. Paolo Foglini, medico diabetologo, si sofferma sulla longevità e la buona vita. I ragazzi registrano, fotografano, cliccano. Internet inghiotte e rilancia. Il prof. Johson mostra un video. È una San Francisco diversa dalle consuete patinature. Più intrigante. L’ha girato un disoccupato, con uno sguardo diverso sulla città. Effetto virale.

Frontoni fa indossare a Marco Mameli gli occhiali-visori della realtà virtuale e aumentata. Ci immergiamo nella bellezza dell’Adorazione dei Pastori del Rubens, nella città di Porto San Giorgio, siamo dentro alle mura di Fermo. Entusiasmante.

Nessuno è spettatore. Tutti protagonisti. Le lezioni sono sul palcoscenico dei teatri di Fermo, Montegiorgio, Ripatransone, Santa Vittoria in Matenano. I sindaci salutano. I docenti insegnano. Gli universitari chiedono. Il Laboratorio Piceno della Dieta mediterranea spiega borghi, cuce rapporti, presenta aziende.

A Cerreto, un drappello calca l’antica strada dei pellegrini e si siede in quella specie di arena naturale. S’è già parlato di turismo, di App, di vino come forza attrattiva (lo ha fatto la prof.ssa Cristina Santini, lo hanno provato da Maria Pia Castelli), di cibo e paesaggio. Durante il relax saltano fuori Le Storie d’amore della Terra di Marca, i ragazzi smettono i cellulari e ascoltano. Per una volta le parole vincono sull’immagine. Altri, ad Alteta, si cimentano con le salsicce di Country Pig.

Cocci Grifoni è una bella tenuta con ottimo vino. Interessanti il museo e il teatro di Ripatransone. Cambio di scena. Si sale verso i Sibillini. Santa Vittoria in Matenano. Teatro del Leone prima e pranzo laddove la Dieta mediterranea è nata: nei refettori dei monaci benedettini. Monache nel caso nostro. Si ridiscende. Moresco attende. Gli universitari hanno studiato. Come rappresentare le Terra di Marca nel mondo? Quali punti deboli superare? Le idee non mancano. Gli universitari le hanno chiare e le rappresentano alle nostre classi dirigenti. Da farne tesoro. Speriamo.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Domenica 12 maggio 2019

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