Gente di Campo. Apicoltura Cisbani: api, miele e tempi inclementi.

Le api stanno morendo di fame. Il nettare succhiato nei pochi giorni di caldo non basterà a nutrirle. Il freddo le blocca nelle arnie. La situazione è preoccupante. A dirlo è Pierangelo Cisbani, 39 anni, apicoltore fermano.

Lo intervisto in una giornata ancora piovosa con temperature molto sotto la media.

Ha il laboratorio in via Speranza, 67. Tra qualche mese si trasferirà altrove.

Le sue arnie, invece, quello che in gergo è chiamato l’apiario, sono diffuse tutto intorno alla città. Quattro apiari, 160 cassette, posizionati lungo la vecchia strada del Ferro, in via Moie sotto l’ex manicomio, nella zona di Molini e nella campagna dinanzi alla vecchia casa di famiglia a Monte Urano. I suoi amici dicono che «tutti gli alveari guardano il Duomo».

Pierangelo si divide tra l’apicoltura e il lavoro stagionale di tecnico dell’irrigazione. Ha sempre a che fare con la natura e l’agricoltura. Quella delle api è stata una passione, e oggi una professione, nata per caso. Era il 2008 quando suo zio materno: Luigi Isidori, grande appassionato di apicoltura, gli lascia gli attrezzi del mestiere. E gli dice: «Tu hai una grande passione per gli animali, anche le api ti piaceranno». Così, il giovane Cisbani eredita uno smielatore e altri strumenti. Comincia così la sua attività.

Oggi, dal suo laboratorio escono 30 quintali di miele che vengono ritirati dalla cooperativa romagnola ARA. Sei quintali invece vengono venduti a botteghe di alimentari e boutique del gusto.

La richiesta di miele in Italia cresce. Potrebbe essere un lavoro redditizio quello dell’apicoltore. «Purtroppo – spiega Pierangelo – di fronte al clima impazzito siamo impotenti.Stiamo nell’insicurezza totale».

C’è una persona a cui Cisbani si sente di dire un grande grazie. È Giovanni Zucconi considerato il più grande apicoltore delle Marche. Lui ha instradato Pierangelo, gli ha fornito consigli e lo ha messo in rapporto con altri produttori e cooperative.

Il nostro ha imparato subito e s’è impegnato per saperne sempre di più. Non a caso ogni marzo si reca a Piacenza dove viene organizzata la Fiera nazionale Api-Miel. Un luogo di incontro, scambio, acquisizione di informazioni.

A proposito di animali e di campagna, prima delle api, Pierangelo ha allevato lumache, ed oggi continua a coltivare un florido orto per la propria famiglia.

Tornando al miele, le sue produzioni contemplano il Millefiori, la Melata, l’Acacia, il Tiglio e il Girasole.

All’Ecoday di domenica 19 maggio a Fermo, in viale Trento, un gruppo di apicoltori, tra cui Cisbani e Zucconi, esporrà i propri prodotti e richiamerà l’attenzione dei visitatori sulle problematiche del settore. L’iniziativa si inquadra in vista della prossima Giornata Nazionale del Miele.

Scorrendo la pagina facebook scorgo le foto del piccolo Riccardo, figlio di Pierangelo, intento a giocare nei campi. Sicuramente suo padre gli avrà letto la poesia di Trilussa: «C’è un’ape che si posa su un bottone di rosa: lo succhia e se ne va. Tutto sommato, la felicità è una piccola cosa».

Clima permettendo.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Venerdì, 17 maggio 2019

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