Artigiani Veri. L’arte del tamburo abita a Petritoli

Alberto Biancucci suona la batteria. Anche suo padre Silvano ne è stato un virtuoso. Famiglia di percussionisti dunque. Una grande passione che è diventata un lavoro. Perché nel 2004, Silvano ha dato vita alla Drum Art, azienda artigiana che fabbrica rullanti, bacchette e accessori. Come dire: tamburi, siete la nostra passione!

Il laboratorio ha sede a Petritoli, nella zona industriale, sulla destra per chi scende in Valdaso. Campagna piena e silenziosa.

Silvano (a sx) e Alberto Biancucci

Ci sono andato. Il primo impatto è con la falegnameria. Sì, perché Silvano è stato, ed è anche un provetto ebanista, per cui alcuni anni li ha dedicati alla costruzione di arredamenti su misura. Poi, un po’ per il calo del mercato edilizio, un po’ per intuizione, l’obiettivo s’è spostato dal mobilio (che ancora è attivo) ai rullanti e similia.

Oggi, la falegnameria serve soprattutto per realizzare tamburi. In questi giorni Silvano e Alberto ne stanno sfornando nove, grandi, ordinati dall’Armata di Pentecoste: la rievocazione in costume di Monte Rubbiano.

Le caratteristiche sono date dalla cassa costruita con un multistrato di legno d’acero, dalla pellicola adesiva e ricca di colori e dalla custodia singola imbottita.

Ma torniamo ai rullanti, perché Silvano s’è inventato un fusto di legno massello dallo spessore delle doghe pari 2,7 centimetri. Più spesso cioè del consueto. Molto apprezzato e molto gettonato. Il primo, quello prodotto all’inizio del 2004, è finito addirittura nella sezione percussioni dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano. Un bel debutto, lirico, non c’è che dire.

Sui particolari rullanti della Drum Art ha messo gli occhi la multinazionale nipponica Pearl, che è diventata un cliente stabile.

Altri clienti sono sparsi in tutta Italia curati da sei agenti. I nostri artigiani di Petritoli costruiscono e distribuiscono a decine di negozi musicali. Le porzioni non in legno, e cioè: i tiranti, le viti, la parte metallica, sono realizzate da un’altra piccola azienda che ha sede a Fermo, mentre le etichette sono fornite da un’impresa di Montegiorgio. Circuito locale!

Alberto mi fa accomodare in una sorta di show room dove al centro è posizionata una batteria. Ha uno sgabello sui generis. Mi invita a sedere togliendo la copertura. È un po’ duro. Mi alzo e lui infila di nuovo la copertura. Provo… e va molto molto meglio. Leggo la scritta: soft throne, trono morbido. Effettivamente lo è. L’invenzione è casalinga, l’ha pensata ancora una volta Silvano, usando il tessuto che sottostà alle selle da equitazione. Un trono che «dà benefici alla colonna vertebrale», come ammette Alberto, che inizia a suonare davanti a me.

Anche le bacchette sono una trovata di Silvano. Rispetto alle classiche, quelle della Drum Art sonoaffusolate, più spesse e dello stesso diametro.

Risultato? Sono le bacchette più ambite per i concerti swing e jazz. Motivo: danno un colpo soffice. Non a caso il loro nome è soft shot. Made in Petritoli…

Entro nel magazzino, attraversando l’ordinata falegnameria, e mi trovo tra due pareti colme di bacchette dai colori più diversi: dal giallo al celeste.

Obiettivi per i prossimi anni? Nel 2020 i nostri artigiani produrranno una batteria completa con un nuovo rullante a otto tiranti (solitamente se ne usano dieci).

In produzione invece ci sono i rullanti in alluminio.

E allora rullino i tamburi per la bella scoperta!

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Giovedì, 30 maggio 2019

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