Minori… per modo di dire. La Bianca di Berlino

Siamo seduti su una panchina di granito, che gira intorno ad uno strano ghirigoro come spalliera. Davanti a noi l’ingresso dell’ITET “Carducci-Galilei” di Fermo. Sfoglio un libretto, patinato e a colori.

Arrivano ragazzi. Vengono verso di noi. Consegnano una cornice di legno con una foto. È un dono della Quinta AT alla professoressa Bianca Cruciani. È un ringraziamento a chi molto tiene ai suoi studenti. Ho approfittato per scorrere – ora l’ho capito – non un libretto ma una guida particolare che già dal titolo lo è: Il fascino senza tempo di Berlino. Tra antico e moderno, memoria e futuro. Istantanee di un viaggio.

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Una frase, in apertura: «Man reist ja nicht, um anzukommen, sondern um zu reisen» che in italiano fa: «Si viaggia non per arrivare, ma per il gusto di muoversi…». La si può pensare altrimenti, ma questa l’ha scritta Goethe.

Incuriosito, indago. Bianca Cruciani è docente di lingua e letteratura tedesca. Ogni anno, con le sue classi, va nei Paesi di lingua tedesca, o classi di lassù vengono in Italia. Scambio di cultura, conoscenze e amicizia. L’ultimo verso Berlino lo ha fatto ai primi di aprile scorso. Arrivati, lei ha spiegato agli allievi: «Immaginate ora di indossare degli occhiali bifocali adatti a cogliere le tracce antiche e moderne di questa città, di scoprirne l’anima». I ragazzi, dotati di occhiali immaginari, hanno visto, colto, scoperto. Tornata a Fermo, ha pensato a come non perdere quella esperienza valorizzando le impressioni degli studenti. Ne è nato così un vademecum informativo per chi volesse andare «alla scoperta di una delle più interessanti e sorprendenti capitali d’Europa». Dove antico e contemporaneo si fondono: il Reichstag di Guglielmo II e la Glaskuppel (la cupola di acciaio e vetro) di Norman Foster, il monumento che ricorda il rogo nazista dei libri, il famoso Cafè Kranzler e le rovine della Chiesa della Commemorazione.

Bianca Cruciani è nata e risiede a Massa Fermana, cui è molto legata. Non evocatele il convento francescano sul Monte Stalio. È dispiaciuta per lo stato d’abbandono in cui versa. Ha imparato ad amarlo quando il suo prof. alle Medie, Pende, portava gli alunni a dipingerlo dal vero. E dispiaciuta lo è anche per l’affresco del Cinquecento che sta sparendo, consunto dalla lebbra dell’umidità, nella stanza oggi del Centro anziani nella piazza del paese.

Laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne all’Università di Macerata e diplomata in Psicolinguistica, è da sempre impegnata nella realizzazione di scambi culturali con il liceo svizzero di Zofingen, con l’Altkoenigschule di Kronberg, nei pressi di Francoforte, e con il Platen-Gymnasium di Ansbach in Baviera.

La cultura tedesca, che l’affascina da sempre, ha fatto sì che in passato collaborasse con il Presidente della Camera dei deputati e con il Presidente del Bundestag per il progetto, poi premiato a livello nazionale, dal titolo Viaggio nella Costituzione italiana e nella Grundgesetz tedesca.

Al suo attivo vanta, anche se lei non lo farà mai, una guida on line in lingua tedesca su Fermo: Fermo, eine Stadt mit vielen Gesichtern.

Tra le visite proposte ai suo studenti, ricorda quelle a Strasburgo: al Parlamento europeo; a Francoforte: alla Banca Centrale Europea; alla Sede ONU di Ginevra.

In questi giorni sta leggendo – ho stentato a crederlo – una biografia di Sisto V, ilPapa tosto, scritta anni fa da Renato Canestrari.

La guida che è stata editata da Andrea Livi ha trovato un sostegno nel sig. Mauro Cardinali, proprietario delle omonime autolinee. Perché? Per il tema del viaggio ma non solo. Sua madre: la signora Elvira Pietracci Cardinali a 18 anni fu la prima donna autista di linea in Italia.

E il cerchio s’è chiuso.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Sabato, 15 giugno 2019

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