Gente di Campo. I Veneti nelle Marche. Per riaprire il San Martino

Ce l’avete presente l’agriturismo San Martino lungo la strada tra Amandola e Smerillo ma in territorio di Monte San Martino? Bene. Tra qualche settimana riaprirà i battenti.

Due veneti sono scesi nelle Marche. Lui è Giovanni Dall’Armellina (già direttore di cliniche odontotecniche), lei è sua moglie Emanuela Montagnier. L’hanno scoperta nei ripetuti viaggi in camper e bicicletta, di cui la signora Emanuela è campionessa. Parlate loro dei Sibillini e scoprirete che ne sanno più di noi. Attrazione fatale. E attrazione fatale è stata anche per l’agriturismo di cui sopra. La prima volta lo hanno visto da fuori, hanno perlustrato l’ampio parco, poi, dopo aver contattato i proprietari, l’hanno potuto visitare anche internamente. Si può averne la gestione? Si può! Così Giovanni ha realizzato un sogno novennale. Diceva, nel 2010: «vorrei gestire un agriturismo nel sud Marche, magari lo trovassi». Lo ha trovato.

Ora, il sig. Dall’Armellina, che è «nato sotto un vigneto» nella campagna veneta, ha iniziato la sistemazione. Primo passo: il parco. Che è ampio, che ingloba un tratto della vecchia ferrovia, che ha a disposizione, addirittura, una piccola spiaggia sul Tenna. Nemmeno tanto piccola: «Due ampie anse dove s’è depositata sabbia». Esattamente come al mare.

Secondo passo: gli animali. Il terreno intorno alla struttura ricettiva diventerà il luogo di pascolo di pecore, capre, oche, galline, maialini e manze. Tutto allo stato brado. Poi, ma forse prima di tutti gli altri, arriveranno i cavalli. In effetti già una cavallina del proprietario s’aggira per i campi.

Ieri sera, Giovanni ha cenato con un gruppo di appassionati dell’equitazione. Obiettivo: aprire un maneggio, una scuola di equitazione e un punto di sosta per l’ippovia del Tenna.

Senza dimenticare l’orto, gli olivi (attualmente ce ne sono trenta), e gli alberi da frutta. Per i restanti prodotti agricoli, quelli cioè che finiranno nel piatto come vuole la legislazione regionale, Dall’Armellina prenderà in affitto un terreno a Santa Vittoria in Matenano. Su questo punto il neo gestore sarà intransigente: «Voglio che i miei futuri clienti mangino tutto quello che qui si produce. Tutto».

Non basta. L’agriturismo San Martino dovrà anche occuparsi di organizzare passeggiate in montagna. E con chi se non con gli amici con cui Giovanni ha scalato un settemila metri in Argentina (donando i proventi ad un paese terremotato delle Marche) e con i quali sarà ad ottobre prossimo sul Kilimangiaro?

Eh sì, perché il nostro amico veneto è un alpinista con amici alpinisti.

Dagli scarponi, chiodi e corde, alla bici. Se la signora Emanuela è una provetta delle due ruote, nulla vieta che organizzi e guidi escursioni in mountain bike.

Le stanze da letto dell’agriturismo sono sei, di cui una per disabili. Gli interni sono confortevoli. Prevale il legno e l’essenziale. «Punteremo anche sul silenzio, sulla pace di questi luoghi e sulla bellezza dei borghi a due passi dal Santuario della Madonna dell’Ambro e dall’antro della Sibilla».

Da fine luglio, probabilmente, quando passeremo da quelle parti, troveremo sportelloni aperti e ombrelloni. Per il Tenna, però.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Venerdì, 21 giugno 2019

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