Minori… per modo di dire. Non ti scordar di me. Mai

Non ti scordar di me. È fiore di montagna. Ed è richiamo, speranza, invito. Anche un ristorante può chiamarsi così. Ma non tanto per esigenza pubblicitaria. Per una storia, invece. Anche se drammatica. Quella di Carla Nori e Samuele Boldrini. Una coppia anche nella vita e una coppia di ristoratori che ha conosciuto la devastazione del terremoto. Estate 2016, autunno 2016. La terra ha tremato. La zona di Ussita tra le più colpite. Anche Pieve Torina viene messa in ginocchio. Palazzi storici e abitazioni comuni vanno giù o restano seriamente danneggiati. Come la pensione Monte Bove alla periferia di Ussita. O come la Già Camilluccia di Pieve Torina. La prima era stata aperta dai nonni di Carla: Guerina e Filippo. Poi era passata ai genitori della ragazza: Rosina e Sandro. La seconda era gestita direttamente da Carla e Samuele. Chi andava, ricorda i piatti tipici: gamberi di fiume, tartufo, cacciagione, stringozzi al guanciale e pecorino di fossa… 70 posti la Già Camilluccia. Samuele ai fornelli, Carla svolazzando tra tavoli e cucina. Gastronomicamente autodidatti entrambi, agli inizi, ma con corsi importanti alle spalle, nel tempo.

Poi, le scosse. Micidiale quella di ottobre. Lesioni lesioni lesioni. Bisogna lasciare tutto: casa, pensione, ristorante, lavoro. I comuni di residenza destinano genitori figlia e genero a Porto Sant’Elpidio, presso il camping Holiday. Ma non si può ingannare il tempo a fare nulla. Occorre riprendere in mano la propria vita. Carla e Samuele cercano lavoro nel proprio settore. Lo trovano a Torre di Palme. Li prende il ristorante Lù Focarò. Tornano tra avventori, cibi e aromi. Però la voglia di tornare in montagna resta sempre forte e presente. Chiedono per Ussita. Non si può! È ancora pericoloso. Occorre attendere. Attendere però fa male.

Come sempre nella vita è un incontro che la cambia. Carla e Samuele avevano conosciuto tempo prima Pietro Marziali. È il proprietario del ristorante-pizzeria Sherazade, a metà strada tra Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare. Marziali è disponibile a darlo in locazione.

È l’occasione attesa dagli sfollati. Affare fatto!Prendono, sottoscrivono il contratto, aprono.

Di solito, quando una gestione cambia muta anche il nome. Anche stavolta capita, ma più che altro come un invito a sé stessi, agli amici, alle istituzioni.

Non ti scordar di me entra in funzione il 9 aprile del 2017.

Samuele è titubante: «A due passi dal mare cosa proporre? Pesce? E se invece riproponessi il menù di Pieve Torina, quello della mia montagna?» Il rebus viene risolto. Si può fare. Si fa. Nei piatti torna la carne alla brace, l’agnello, il pecorino, gli stringozzi… «La spesa la facciamo sempre lassù da noi», spiega Carla, «anche le trote entrano nel piatto. All’inizio ci chiedevamo se sarebbero state gradite le trote al mare. Ci siamo accorti che lo sono, eccome». Torna il sorriso. Torna la speranza. «Qui ci troviamo bene. – aggiunge la ragazza – la gente ci ha accolto a braccia aperte».

Samuele Boldrini

Tornate nella vostra montagna? «I miei genitori – racconta Carla – vanno ad Ussita tre vole la settimana. La pensione è chiusa. Ma loro hanno i fiori intorno alla casa-ristorante, hanno le caprette. Ora sono poche, prima ne avevano tante». E la Già Camilluccia? «Non c’è più. È stata demolita. Comunque, anche io e Samuele torniamo di tanto in tanto: ci sono i miei suoceri e i miei cognati».

Non ti scordar di me ha un giardino magnifico, d’estate si può mangiare all’aperto e sotto ai gazebo bianchi. E si può sentir raccontare la storia di Carla e Samuele. Non sono loro ad imporla, sono i clienti a richiederla. E i nostri non si sottraggono.

Non vi scordate di noi.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Sabato, 29 giugno 2019

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