Gente di Campo. I germogli della famiglia Basili

Sara sorride. Svolazza tra i banconi. Tiene dietro a numerosi clienti. È lunedì: giornata impegnativa. Il capannone è ampio: una specie di serra che accoglie anche uno chalet che funge da ufficio.

Il Germoglio. Si chiama così la Società agricola semplice di Andrea e Sara Basili. Sono fratelli. Andrea è di qualche anno più grande.

Il Germoglio, cioè quel che nasce dalla terra. E questa di Casette d’Ete è terra benedetta. Perché fertilissima e perché situata a due passi dall’Abbazia Imperiale di Santa Croce al Chienti i cui monaci di agricoltura erano campioni.

Che fate? «Siamo specializzati nella produzione di piantine di ortaggi in alveoli di polistirolo, pak, vaso, ma siamo in grado di soddisfare anche le esigenze degli appassionati del giardino, con fiori da balcone e da aiuola».

Il core business.

L’azienda è di famiglia. I giovani arrivano nel 2003. Prima di loro c’erano il padre Gabriele e lo zio Alberto.

Sarà s’è diplomata alle Magistrali di Macerata; Andrea ha studiato Agraria.

Quasi tre ettari la terra a disposizione, trenta le serre; 12 i collaboratori stagionali. Una bella impresa! Il lavoro maggiore è in primavera, poi da agosto ad ottobre.

Tutte le piantine di ortaggi sono presenti: dai pomodori alla lattuga.

Arrivano qui i pensionati che hanno un orto cui badare e con cui ingannare il tempo; arrivano le donne di casa che installano le piantine sul balcone. Poi, ci sono le grandi aziende. Una per tutti: Ambruosi & Viscardi, che acquista le piantine di finocchio, lattuga, scarola, cavoli… le cresce e le imbusta pronte per l’uso, quella che in termini tecnici è chiamata la quarta gamma.

Si lavora sodo. Andrea bada a piantare, innaffiare, curare, travasare in contenitori più grandi. Sua moglie Nadia è preposta alla vendita al dettaglio. Sara segue soprattutto i clienti all’ingrosso. Ai tempi della scelta, suo padre, che resta aiuto fondamentale, le aveva assicurato: ci sarà da lavorare in estate, ma in inverno potrai passare il tempo in ufficio «mettendo lo smalto alle unghie». Scherzava, ovviamente. Lei non si pente. Certo, l’impegno non è poco, ma le gratifiche arrivano nonostante la concorrenza, e poi «vuoi mettere la possibilità di impegnarsi in qualcosa di proprio da far crescere, di lavorare all’aria aperta, al sole, tra la gente, nella natura, con altri impieghi in manovia, o sempre al computer?». Non c’è partita.

La primavera scorsa è stata «disastrosa». Il tempo pazzo e inclemente ha creato difficoltà, ma con il tempo la gente di campo deve sempre fare i conti. E non è l’unico problema. Perché quello consistente resta la burocrazia. Sara capisce bene ciò che vuol dire rispettare la sicurezza sul lavoro, ma l’infinità di moduli per la cosiddetta privacy le porta scoramento.

Come vi fate conoscere? «Con un po’ di orgoglio – risponde la giovane – dico che ci conoscono per la qualità dei prodotti, per la serietà dell’azienda e per la storia ormai decennale».

Sara e Andrea hanno lanciato uno slogan: «Riempite i vostri occhi e la vostra anima di colori… è semplice farlo… veniteci a trovare!».

Vero!

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Venerdì, 12 luglio 2019

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