Gente di Campo. La cena in vigna tra vino sushi e gin

Immaginate una scena. È un tardo pomeriggio. Siete comodamente seduti su un pianoro che guarda il fiume Tenna e la sua ampia vallata. La zona dove vi trovate è quella di Rapagnano, poco distante dal centro storico. Campagna e solo campagna. Sotto di voi, scende, delicatamente, un vigneto. È a due passi dai vostri piedi. Ne siete quasi sommersi. Alla vostra destra, gli ultimi bagliori del sole che sta abbandonando i Sibillini.

Vi trovate intorno a una mensa, ben allestita, e sui tavoli ci sono vini dai gusti potenti e dai nomi storici: il Lafrenios, il Fos Falerio, e anche il Marche Rosato. Li assaggeremo tra poco. Siamo a una cena. Ma, a una cena in vigna, con alle spalle la cantina che l’ha organizzata: Lumavite, e l’edificio che ospita botti e bottiglie.

Non sarebbe una novità raccontare di una cena in vigna. La novità va cercata in altro. Nell’addizione di tre realtà che collaborano, e nell’originalità della proposta culinaria.

Le tre realtà sono la Cantina Lumavite, il Ristorante Sushimi di Campiglione di Fermo e il GinGarby Spirito Naturale. Giovani i promotori: Andrea Viti della Lumavite (sotto lo sguardo attento del titolare Giancarlo Testa), Mirko Milani del locale dove si gusta il tipico sushi giapponese, e i quattro ragazzi di Porto San Giorgio: Cristiano Del Rosso, Michele Ferrini, Guido Carlo Ragaglia e Carlo Santarelli, che tempo fa hanno realizzato un gin particolare prendendo nome e spunto dallo spiritello delle nostre montagne.

Partiamo da questi ultimi. Come raccontano il loro prodotto? Rispondono: «C’è la nostra passione: la natura delle Marche in tutti i suoi profumi, dai monti Sibillini fino al mare Adriatico. Tra quelle magiche montagne abbiamo raccolto il ginepro selvatico, che dona al distillato la sua identità e l’inconfondibile impronta selvaggia. Scendendo a valle, dolci colline ci hanno offerto le pregiate mele rosa, da cui stilla la botanica fruttata che rende il gusto unico e sofisticato. Arrivati al mare, essenze di macchia mediterranea hanno aggiunto note di freschezza e sentori estivi. Ma non ci siamo fermati: salpati per il mondo con lo spiritello Garby a bordo, abbiamo riattraccato in porto carichi di storie e di spezie d’oltremare, per il nostro gin». Sembra una poesia ma è una realtà. Ora, continuate ad immaginare di gustare il sushi innaffiandolo con il buon vino piceno della Lumavite, e poi, di aromatizzarlo con un GinGarby che contiene solo alcol proveniente da grano. Una scommessa, che sarà vinta, perché lo sposalizio è ottimo.

Dimenticavo altre due realtà: l’allestimento curato dalle Tre Civette sul Comò di Alessandro Felici e da Atmosfere di Riccardo Cuglietta.

Gli intenti li precisa Andrea Viti: «La volontà di due produttori che rappresentano il nostro territorio con il loro beverage dal ceppo storico e compatibile evoluzione, hanno voluto incontrare un altro simbolo della ristorazione del fermano con un nuovo vestito culinario del sol levante».

Osare è d’obbligo. Ma ora fermiamo l’immaginazione. Perché la serata ci sarà sul serio: il due agosto prossimo.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Venerdì, 19 luglio 2019

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