Artigiani Veri. Il Medio Evo negli oggetti di Gionny Lab

Il biglietto da visita spiega: Gionny Lab, progettazione, stampa 3D e incisione laser. Il banchetto che ho visitato a Lido di Fermo, in occasione del Palio dei Sapori, aggiunge molto di più: passione per l’oggettistica medievale. Un mondo sotterraneo, frequentatissimo e ricercato!

Iniziamo da capo, da quel Gionny Lab che sottende Gionata Cannavò. 36 anni, di Porto San’Elpidio, da alcuni mesi il nostro ha iniziato a partecipare ai raduni in costume. È stato alla festa vichinga di Roma, nell’accampamento ricostruito alla perfezione, alla festa medievale di Monte Lupone, sarà a Montelago Celtic i primi di agosto, e sabato scorso ha partecipato all’evento di Scheggino nei pressi di Spello in Umbria.

Tutte occasioni per presentare gli oggetti che realizza nel suo laboratorio-garage elpidiense. E quali sono? Sono collane, sono ciondoli, sono orecchini e sono sotto-pentole e sotto-bicchieri. Il materiale è rigorosamente in legno, specie di quercia o di abete, lavorato rigorosamente a mano. Solo le incisioni con i diversi disegni sono realizzati con il procedimento laser. Il legno è quanto Gionny-Gionata recupera dalle sue passeggiate in montagna. La zona che predilige è quella boscosa di Visso e Ussita.

Un’area che ha scoperto particolarmente da quando ha iniziato ad attraversarla con la bicicletta, di cui è un appassionato. Bene! Gionny-Gionata, nei momenti liberi va nei boschi e raccoglie resti di alberi. Li porta nel suo laboratorio, li stagione se c’è bisogno, poi li seziona, ovvero come lui si esprime: «li taglia a fettine ». Ed ecco scaturirne sotto-pentole e sotto-bicchieri. Anche i ciondoli e le collane subiscono lo stesso procedimento. I simboli più rappresentati sono le rune, «segni grafici, alfabetici e simbolici, delle antiche scritture germaniche, secondo il dizionario italiano; e lettere dell’antico alfabeto segreto, principio di ogni conoscenza, secondo Robin Cook». Di rune ne troviamo diverse: dalla runa Fehu, che rappresenta l’inizio del ciclo della creazione, alla runa Raido che «indica azione immediata», e può significare l’ordine dopo il caos ma anche sacrificio. C’è poi l’Albero cosmico, rappresentazione dell’ Axis Mundi, «il perno centrale – per dirla con lo psicoterapeuta e docente universitario Claudio Risè – attorno al quale si dispiega il disegno cosmogonico e si dispone la relazione tra il mondo degli uomini, degli dei e degli avi».

Sui ciondoli di Gionny-Gionata appare anche il lupo che, secondo gli studi sui miti, «incarna la doppia veste di bestia selvaggia portatrice di morte e distruzione, e al tempo stesso iniziatore e portatore di conoscenza. Animale iperboreo, rappresenta la luce primordiale originale e lo si ritrova infatti al centro di tutte le antiche tradizioni nordiche: è l’animale che vede la notte e i suoi occhi al buio sono luminosissimi. Nella mitologia greca, L’aurora viene definita anche lykauges, luce dei lupi, e la natura solare di questi animali permetterebbe loro anche di vedere nel buio».

Non mancano i drakkar, la riproduzione mignon delle imbarcazioni usate dai Vichinghi. Quelle navi con cui il duca norvegese Erik il Rosso, nel 982 dopo Cristo, sbarcò in Groenlandia (allora terra verde) per poi colonizzarla 14 anni dopo.

Riproducendo su legno questi simboli, Gionny-Gionata, non so quanto consapevolmente, ci racconta una storia antica ma sempre affascinante.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Giovedì, 25 luglio 2019

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