Civile Società. La corsa dei nuovi Filippide

Filippide non corse per diletto. L’eroe greco aveva una missione da compiere. E una missione, ma anche un diletto, ce l’hanno i volontari dell’Associazione Sportiva Dilettanti Progetto Filippide. Compiono maratone – specie la presidente Cinzia Spataro – ma lo fanno anche per sostenere adolescenti e giovani-adulti autistici o con problemi relazionali. Li avvicinano allo sport dando loro momenti di socializzazione, svago ed educazione.

Cinzia Spataro, di professione logopedista, alla maratona è arrivata nel 2000. Mai fatto sport nei suoi primi quarant’anni. Poi, la scoperta e la pratica: ogni domenica una gara. Dappertutto. Anche a Praga. Nella capitale della Cechia, un incontro. Quello con il prof. Nicola Pintus, l’insegnante di attività motoria per disabili mentali che, anni prima, in una palestra della periferia romana aveva come allievo un ragazzo autistico da cui era sbocciato il Progetto Filippide, oggi esteso a una decina di regioni. E nasce da lì, da quell’incontro a Praga, l’idea di Cinzia di aiutare i giovani attraverso lo sport del cuore. Tornata a Fermo, la Spataro ne parla a famigliari e amici. Inizia a delinearsi l’idea di un’ associazione marchigiana. Nascerà nel 2011 anche grazie ad un contributo economico di Claudio Baglioni e Neri Marcorè che avevano tenuto un concerto a Porto Sant’Elpidio destinando il ricavato ad una associazione di volontariato. A gennaio del 2012, la partenza.

Oggi i ragazzi che partecipano alle maratone sono una quindicina. Potrebbero esserne di più. Le richieste sono tante. Ma i volontari arrivano a una decina e le corse sono a coppie: rapporto di uno a uno, un giovane autistico e un normo-dotato. Dove i normo-dotati debbono avere due tratti caratteristici: passione per quello sport e conoscenza dell’autismo.

Tre gli allenamenti alla settimana. Quando il tempo lo consente, si scende nel campo di atletica di Fermo. Se piove o fa freddo si ricorre alle palestre dell’ITI o della Ragioneria concesse dal comune.

L’allenatore è un giovane specializzato in questo settore. Si chiama Marco Dinaro, «e ce la mette tutta» dice Cinzia ringraziandolo da queste pagine.

La maratona la si svolge nei circuiti tradizionali. «Noi preferiamo la lunga distanza: – spiega la presidente – i 10 km». Ultimamente, la pattuglia ha partecipato alla 47^ maratonina elpidiense, sesta SEM Run. In precedenza c’è stata quella fermana di Santa Petronilla. E, ancora prima, il 31 marzo, il tradizionale incontro nazionale di Roma cui prendono parte gli atleti dei progetti filippide italiani. In altre parti d’Italia, si propone anche il nuoto. A Fermo, ancora no. Però l’idea è quella di aprire la maratona anche ai bambini autistici e con problemi relazionali. Dipenderà dai volontari e dagli aiuti economici. Questi ultimi sono veramente pochi. L’associazione soffre: c’è da far fronte ai viaggi, iscrizioni, tute, benzina, assicurazioni. C’è poi il pulmino che tre volte la settimana si sposta da P.S.Elpidio a Cupra Marittima per caricare i ragazzi e condurli a Fermo. Sono spese.

Per sostenerle, l’associazione ne pensa di tutte anche la presenza lungo la strada nuova con un banchetto nei giovedì del mercatino estivo di Fermo. Sicuramente, per avere un aiuto economico, soprattutto, per far conoscere un’attività che in primo luogo è terapeutica e socializzante.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Mercoledì, 24 luglio 2019

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