Civile Società. Il sorriso di Stefania

Il locale s’infila sotto la piazza di Petritoli, a pochi metri dal palazzo comunale. I mattoncini a vista e il soffitto a botte gli danno un non so che di antico e protettivo. Mi trovo in una viuzza dallo strano nome: Petrollavia. Arriva Ylenia Pagliari. Ci siamo dati qui l’appuntamento. È la presidente dell’associazione culturale di volontariato Il sorriso di Stefania. Una realtà costituita il 30 luglio dello scorso anno.

Alcune componenti l’associazione. La seconda da sx è Ylenia Pagliari

15 i componenti il consiglio direttivo, 120-130 i soci distribuiti tra Petritoli e Monte Rinaldo, un sacco di iniziative già effettuate. Di queste parlerò dopo. Perché prima l’interesse è sul nome e sulla persona di quel sorriso. Stefania. Chi è, anzi, chi era? Ylenia ne parla con un fil di voce e una commozione tenuta a freno. Era sua sorella. Una ragazza di 27 anni, nata e vissuta a Petritoli. Un vero ciclone. Piena di interessi e di obiettivi. Stefania era «combattiva, tenace, appassionata». Nel suo futuro c’era anche il metter su famiglia: si sarebbe sposata entro un anno. Aveva studiato al liceo classico Paolo VI di Fermo, aveva conseguito la patente K per guidare i pulmini, aveva vinto il concorso da vigile urbano a Monte Rinaldo. Nel frattempo, aveva suonato il flauto in banda, fatto la mascherina in teatro. Poi, la malattia. Il tumore. La via crucis negli ospedali, le pesanti terapie. L’Umberto I^ di Ancona pieno di giovani aggrediti dal cancro. Eppure, continuava ad amare la vita pur sapendo che la vita la stava lasciando.

Stefania muore il 5 agosto del 2009. Ci sono voluti nove anni per superare le ferite profonde. Poi, le ferite sono diventate fessure dove è entrata nuova luce. E l’oscurità si è via via dissipata. Così Ylenia ha lanciato la proposta: ricordare Stefania per quello che ha incarnato. Proposta fatta a quanti erano stati vicini a sua sorella, l’avevano conosciuta e apprezzata. Ci sono valori profondi in un mondo di disvalori, che vanno preservati e testimoniati. Li aveva colti bene l’amministrazione comunale di Monte Rinaldo guidata a quel tempo da Marcello Vallorani quando, il 25 aprile del 2014, aveva annoverato Stefania tra i cittadini onorari, spiegando così l’onorificenza: “In ricordo della persona, del profondo senso del dovere, del servizio e dell’affidabilità. Per aver rappresentato nello svolgimento dei suoi compiti, un punto di riferimento di cui si sente forte e viva la mancanza nell’intera comunità”. Allora, dice Ylenia, dovevamo iniziare dai bambini, avvicinandoli, offrendo loro un messaggio veicolato attraverso le forme più diverse. E siamo arrivati alle attività, per i più piccoli ma anche per quelli che lo sono di meno. A Monte Rinaldo sono stati proposti laboratori in occasione della manifestazione Tipicità e archeologia; è stato avviato il progetto riguardante l’educazione digitale: come usare la rete, rivolto ai minori ma anche ai loro genitori; è stata allestita una rassegna di libri per bambini dal titolo In viaggio tra le pagine. Dai Monti Sibillini al mare Adriatico, grazie al sostegno della Giaconi editore; è stata attivata la prima edizione della Pagella d’oro per gli scolari più meritevoli; è stato realizzato un percorso di scrittura creativa che ha portato i bambini a scrivere il romanzo storico La scelta di Clara. Prossimamente si prevedono concerti e incontri. Obiettivo: crescere ed educare al bello.

«Stefania l’avrebbe fatto per me».

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Mercoledì, 11 settembre 2019

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