Gente di Campo. Il bigrus di Monte Giberto. Il miele di Cimadamore

Secoli fa esisteva un personaggio che operava nelle campagne. Lo chiamavano Bigrus. Aveva il compito di scoprire il miele delle famiglie di api selvagge. Mi ci ricollego attraversando una zona ricca di vegetazione, a Monte Giberto, per raggiungere, in contrada San Martino 12, l’azienda Terre dei Piceni, esattamente un’apicoltura e fattoria. Giancarlo Cimadamore non è un bigrus che s’aggira nei boschi, ma un allevatore di api sì. Il collegamento però si rafforza quando mi racconta che i suoi 130 alveari (o famiglie) li ha posizionati in località diverse e tutte distanti da possibili fonti d’inquinamento. Significa che li ha dislocati in un noceto di Montottone, in un’area verde di Curetta di Servigliano, in una collina di Monte Monaco e, ovviamente, a Monte Giberto dove ha allestito una sorta di nursery per i preziosi e vitali insetti. Non vuole essere troppo preciso nelle ubicazioni perché i furti di api stanno crescendo. Purtroppo.

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L’azienda di Cimadamore è bio. Ha adottato il disciplinare europeo e lo declina in maniera molto rigida. Come ad esempio il bio-monitoraggio, a cui annualmente sottopone i pollini, e anche la cosiddetta analisi multiresiduale da cui si rende conto se c’è un qualche inquinamento e dunque occorra spostare gli alveari. Attenzioni e cure che gli hanno consentito di aggiudicarsi due anni fa, nella categoria melate, il premio qualità miele marchigiano. «Il miele di melata, – mi informo – o più semplicemente melata, è un miele a basso contenuto di umidità, a bassa acidità (si presta bene in cucina: non si altera con la cottura) e rimane a lungo liquido. Ha un gusto mediamente intenso di caramello e di frutta cotta e ha note leggermente amare e salate. È comunemente considerato un miele pregiato con importanti proprietà nutrizionali, essendo una fonte di sostanze minerali, antiossidanti, polifenoli, acidi fenolici, vitamine ed enzimi. Ottimo anche il potere antibatterico grazie alla presenza di glucosio-ossidasi».

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Il sig. Giancarlo è molto attento ai temi della natura e alla sua difesa. Lo si nota anche dall’abitazione, che è stata realizzata in legno. Oltre ai diversi mieli, l’azienda di Monte Giberto propone anche la propoli, «una sostanza resinosa di origine vegetale che le api raccolgono dalle gemme o dalla corteccia di diverse alberi quali il pioppo, la betulla, la quercia, il nocciolo, il pino e il salice». Mentre parliamo, mi colpisce un gallo impettito sopra una costruzione. Ma non è un pollaio. Perché le galline delle Terre dei Piceni vivono all’aperto e dormono… sulle piante. Allevate come animali onnivori, producono un uovo dal torlo giallo-verde. «Uova bio-diverse» precisa Cimadamore. L’azienda non è grande. «Il terreno di proprietà, di circa 5 ettari, è a seminativo e foraggiere e all’interno trova posto un oliveto, due piccole selve e nelle zone più pianeggianti gli orti, estivo ed invernale».

Giancarlo Cimadamore

Il sig. Giancarlo mi lascia con uno slogan: «Consuma il miele: mangi sano e aiuti la natura con l’impollinazione». Buon lavoro, quasi Bigrus.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Venerdì, 13 settembre 2019

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