Minori… per modo di dire. Passione teatro e tanto altro ancora. Stefania Pasquali

Avrebbe voluto seguire i corsi dell’Accademia di Arte Drammatica di Roma, ma non ha potuto. La famiglia aveva deciso altrimenti. Tempi diversi. Allora, s’è laureata in Scienze umane a Urbino e ha insegnato alle scuole elementari. Da bambina ha seguito i suoi genitori a Roma, Verona, Trento… suo padre era ufficiale NATO.

Poi, nel 1979, la scelta definitiva. Di vita. Stefania Pasquali, nativa di Montefiore dell’Aso, lascia il Trentino, e, insieme a suo marito Angelo Talamonti, ufficiale dell’esercito, e ai tre figli, si stabilisce ad Altidona. Riprende a insegnare per poi lavorare alla segreteria della Betti di Fermo.

Stefania Pasquali

La passione per il teatro però le è sempre rimasta addosso. Con una certa nostalgia ricorda, da ragazzina, quei programmi TV dedicati al teatro classico che le facevano tirar tardi la notte con qualche sgridata da parte di mamma e papà.

Di sgridate ne ha prese anche altre. Dai direttori didattici e dai presidi. Perché? Perché certi suoi sistemi educativi travalicavano le mummificate disposizioni ministeriali. Nulla di eclatante. Ma tanto di novità, invece. Con i suoi scolari andava a far lezione nei boschi e qui costruiva storie di folletti e personaggi particolari. Ai bambini piaceva, ai dirigenti un po’ meno. Acqua passata.

Amore per il teatro, la poesia, la scrittura e la natura. Nel 1987, con i ragazzini di una quarta elementare di Altidona scrive una lettera a Fulco Pratesi fondatore del WWF-Italia. Ogni bambino nato un nuovo albero. È l’idea e insieme la proposta. Francesco Rutelli, a quel tempo Ministro dell’Ambiente, ne farà una legge. Intanto, Stefania continua a scrivere testi, specie teatrali, in italiano e in dialetto. Si aggiudica diversi premi e segnalazioni.

Nel 2007, lancia il progetto del Laboratorio SpaziArte. Ne parla con alcuni sindaci del Fermano. La cosa piace ma i tempi non sono maturi.

Undici anni dopo lo saranno. Nel 2018, il progetto torna fuori dal cassetto. Giuliana Porrà, nuovo sindaco (la sindaca: che brutto suono) di Altidona, lo abbraccia e lo appoggia. Stefania Pasquali è felice. Ora può muoversi con decisione. La Porrà mette a disposizione il teatro comunale. Si parte con il teatro sperimentale, con il Laboratorio di poesia e filosofia seguito dal poeta Gianni Marcantoni, con la Danza Libera e Cre-Attiva, con la Pittura seguita dall’artista Giuseppe Alesiani, con la Poesia in Galleria (guardi un quadro e ascolti i versi), con Marco Monaldi. E non è tutto. A volte può capitare di incontrare i partecipanti ai laboratori in qualche boschetto della Terra di Marca. Vagano? No: ballano. È un richiamo alla bio-danza che libera le energie contenute in ognuno di noi. Ma il ballo lo si può fare – e lo si fa – anche sulla spiaggia, magari al sorgere del sole. A volte può capitare di vederli bendati. Ascoltano così le poesie proposte. E certuni, alla fine, dipingeranno le emozioni e le sensazioni provate.

Tecniche new age? Stefania sorride. Prende il buono dove c’è. Lei è cattolica praticante, dice. E fa come i monaci medievali che copiavano i manoscritti: tutti, non solo la Bibbia, anche quelli pagani, perché, «in ogni cosa buona per l’uomo c’è la mano di Dio».

Torno alla Danza Cre-Attiva. Mi spiega: «ha un approccio pedagogico per chi la pratica che si realizza attraverso un percorso educativo individualizzato e di gruppo all’interno della dimensione del corpo. Si tratta di un percorso di crescita personale che utilizza l’uso di “parole Madri”».

Tra i personaggi che affiancano il lavoro di Stefania c’è Brunilde Neroni, scrittrice, esperta di cultura orientale e italianista. Ecumenica, soprattutto. Ecumenico tutto.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Sabato, 28 settembre 2019

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