Civile Società. Carabinieri per sempre.

Nei secoli fedele. È il motto dei Carabinieri. Un tempo – oggi non so – lo si leggeva sulle pareti delle caserme. Proposto nel 1914 «in occasione del primo Centenario dell’Arma dei Carabinieri, dal capitano Cenisio Fusi per la medaglia commemorativa dell’evento», fu concesso «quale motto araldico da Vittorio Emanuele III all’Arma dei Carabinieri il 10 novembre 1933». Quel motto resta un modo di essere sia per i carabinieri in servizio sia per quelli in congedo.

Si va in pensione, ma il legame con l’Arma rimane forte. Si va a riposo ma una disponibilità a rendere ancora un servizio alle comunità locali è ben presente ai vecchi carabinieri. Si diceva che chiesa cattolica e Arma siano state le istituzioni più prossime al popolo. Ancora lo sono.

Transitando in auto dinanzi al Fermo Forum ho visto uomini e donne in divisa blu e scritta sulle spalle che disciplinavano il traffico dei parcheggi. Qualche giorno prima, altri con la stessa divisa erano fermi accanto a una rotonda per indirizzare gli automobilisti in vista di una colonna di ciclisti. Li ho incontrati anche in occasione della Maratona del Piceno di domenica 22 settembre.

Due anni fa, in Prefettura a Fermo, accompagnavano i visitatori a vedere una efficace mostra sulla Prima Guerra Mondiale. Sono i volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri. La sezione di Fermo è tra le più antiche d’Italia, risale al 1922. Il presidente è il luogotenente Benedetto Capponi, otto i componenti del direttivo, 200 gli iscritti. Tra loro anche i simpatizzanti che, pur non avendo svolto servizio nell’Arma, in essa si riconoscono. Neppure mancano le donne: mogli o figlie di carabinieri, che assumono il nome di Benemerite. La sede dell’Associazione è un ufficio all’interno della Caserma di Fermo.

Quattro anni fa, Capponi insieme ad altri colleghi ha dato vita al braccio operativo: il Gruppo di volontariato onlus che prende il nome dal carabiniere morto a Porto San Giorgio in uno scontro a fuoco con alcuni malviventi. Alfredo Beni è stato insignito della medaglia d’oro al valor militare alla memoria con questa motivazione: «Graduato capo equipaggio di unità autoradio, nottetempo, nel corso di conflitto a fuoco con malviventi, visto un sottufficiale cadere proditoriamente colpito, si slanciava, sparando, contro il feritore, attirando così sulla propria persona la di lui furia omicida. Colpito al cuore, immolava la sua ancor giovane esistenza, martire del dovere e del suo nobile altruismo. Chiaro esempio di cosciente sacrificio».

A sx il Presidente Capponi

Il gruppo di volontariato svolge servizi di aiuto alla Polizia municipale e per questo i suoi membri hanno seguito un corso specifico. Assumono anche un ruolo di vigilanza e di security specie oggi che la legge impone agli organizzatori di grandi eventi un servizio molto accurato, come ad esempio, la vigilanza a Villa Vitali in occasione di concerti o il Mercatino del giovedì. Controllo e vigilanza, il loro specifico impegno. Non possono intervenire in situazione scabrose ma segnalano il fatto ai colleghi in servizio.

A volte ricevono donazioni o rimborsi che usano per aiutare persone ed enti. Nel 2018 hanno dotato la Pediatria dell’ospedale Murri di Fermo di un computer e di un proiettore. In queste settimane stanno approntando un progetto natalizio per le case di riposo.

Come dire: sempre fedeli alla gente comune.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Mercoledì, 2 ottobre 2019

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