Minori… per modo di dire. La Scultrice di Mauro

Montegranaro prima, Porto Sant’Elpidio e Civitanova Marche poi. Ed altre cittadine nel prossimo futuro. Per far che? Per presentare il suo primo libro. Mauro Reschini ha scritto La Scultrice-Genesi. Una storia d’amore particolaredove la mortenon è nascosta, il sesso non è spettacolo e la volgarità dei tempi nostri è fatta fuori.

L’autore mi ha incuriosito. Della scrittura s’è innamorato superati i 50 anni. Magari – si potrebbe pensare – faceva l’insegnante di lettere, o il giornalista, o il medico umanista. No! Lavorava nel settore delle calzature. Si occupava di fashion, di sviluppare mercati, aprire catene di negozi.

Mauro Reschini

Mauro nasce il primo ottobre di 55 anni fa, a Montegranaro. Le prime scuole le frequenta presso i Salesiani di Macerata. Risaputo che Montegranaro è divisa in due: quella che propende per Macerata e quella slanciata su Fermo. In quest’ultima si diploma ragioniere. C’è poi l’università di Ancona: Economia e Commercio. Laureato, entra con cognizione di causa nel settore di cui sempre ha respirato l’aria. «Sono nato – mi dice – in una scatola di scarpe». Nel senso che i genitori e i nonni tutti erano calzaturieri o commercianti di pellami. Strada aperta? Segnalata forse, ma da percorrere in proprio. Si parte. Primo acquisto importante: una valigetta. Una di quelle che diventano compagne nel giro del mondo. Non lo fa in ottanta giorni. Lo fa e lo rifà per 30 anni, passando dalla Cina agli Stati Uniti, lavorando per Nike e Reebok, e aprendo catene di negozi per grandi marchi.

Residenza familiare a Porto Sant’Elpidio. Reschini è sposato da 32 anni con la signora Cinzia, e ha due figlie: Lucrezia di 30 e Ludovica di 18 anni.

C’è una scrivania nella sua casa. Una scrivania con diversi cassetti. In alcuni di essi c’è gelosamente serbata una pila di vecchi quaderni e blocchi notes. Sono appunti, caratterizzazioni di personaggi, riflessioni di una vita. A 54 anni, Mauro li riprende in mano. Li rilegge, ripensa agli attimi in cui li ha stesi. Ripensa… a quell’incubo notturno. Perché il suo libro – e quegli scritti un po’ svolazzanti – da lì parte.

La macchina del tempo torna indietro. Mauro ha dodici anni. Per lungo tempo c’è un incubo che lo tormenta. Si sveglia di notte, non riesce a riprendere sonno, è sudato, ha paura. Avverte una sorta di abbandono, che in realtà non c’è. Bambine, donne, uomini, volti, gli si formano nella mente e sembrano fantasmi nelle tenebre. Esiste rimedio? Mauro se lo dà da solo. Inizia ad appuntare quel che ha sognato. Ogni mattina cerca di ricordare e mettere su carta ciò che il sonno gli ha portato.

A 30 anni gli appunti sono tanti. E l’incubo è stato sconfitto. Anzi, è diventato un sogno nel sogno. Potrebbe essere un romanzo. Ma c’è da correre il pianeta in lungo e largo. Fino a quando si ha il coraggio di dire basta e cambiare strada. Dalle scarpe alla scrittura, dalla moda al racconto.

Una situazione lo incoraggia. Andando a trovare suo padre Giuseppe, ricoverato per un po’ a Porto Potenza Picena, Mauro scorge la chiesa di Sant’Anna. Nulla di eclatante, architettonicamente parlando. Ma certi colori, certe luci, certi richiami lo portano a riflettere sulla propria vita e sulle proprie passioni. Si mette al computer. Una pagina tira l’altra. 450 alla fine. Una storia che inizia nel 1919 e si attua negli anni Ottanta. Famiglia ricca per miniere e cave. Business soprattutto. Cuori di pietra e cuori di pietà. Una bambina mendicante, un’accoglienza in casa, una crescita e una strada artistica, non senza problemi, non senza drammi.

Moglie e figlie per un anno hanno pensato ad un innamoramento momentaneo. Poi il libro è uscito, piaciuto, applaudito.

E Mauro continua. Ora anche in radio, a Stazione41

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Sabato, 5 ottobre 2019

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