Civile Società. I Giovanissimi per Capodarco. Pulizia e ambiente, sentendosi un insieme

Un gruppo di giovanissimi! Età media: 12 anni. Tutti compagni di scuola. Frequentano la prima classe della Fracassetti a Capodarco. Nei pomeriggi, si ritrovano, fanno sport, hanno frequentato il catechismo. Sono amici. Alle elementari, qualche insegnante ha insistito sul concetto di natura, sull’importanza di tenere in ordine il verde, di non sporcare, di ridurre l’uso della plastica. Di avere attenzione per questo mondo, partendo dal proprio piccolo mondo. Colpiti!

Siringhe a terra

Poi, nei mesi scorsi è arrivata Greta. La piccola svedese solca i mari per portare un messaggio ecologico ai grandi della Terra. Possa piacere o meno, avere secondi o terzi fini, essere strumentalizzata dalle nuove multinazionali riconvertite al green, sta di fatto che ha mobilitato milioni di coscienze giovani. Qualche appello è arrivato anche a casa nostra. Nel giorno dello sciopero verde, il fridays for future ha visto gli studenti del fermano andare lungo le coste, e non solo, a raccogliere sporco.

Si trova di tutto

Dire che Capodarco è accaduto lo stesso, è dir giusto, ma occorre notare qualcosa in più. Perché proprio a Capodarco, il gruppetto di compagni-amici ha deciso in proprio di darsi da fare. Così giovedì 26 settembre, un giorno prima dello sciopero, e venerdì 27, il giorno stesso, i ragazzini si sono armati di sacchi e guanti e, nei due pomeriggi, hanno girato il loro borgo. Li hanno visti presso il cimitero, dietro alla palestra, nel giardinetto comunale, accanto al campo sportivo, là dove c’era plastica soprattutto da recuperare.

Giovani al lavoro

In strada sono scesi Eleonora, Gloria, Federico, Alfonso, Andrea, Thomas, Niccolò, Mattia, Diletta, Lucia, Ludovico, Ludovica, Elena e altri ancora. Mentre raccoglievano l’immondizia hanno distribuito ai residenti bigliettini preparati a casa. Contenevano l’invito a rispettare l’ambiente. Molti hanno letto e sorriso, un paio ha commentato che non sarebbe stato quel gesto a cambiare le cose. Vero! Hanno pensato i ragazzini, ma se non si fa mai il primo passo gli altri passi non vengono. E poi, occorre un’alleanza e una condivisione. Per cui hanno scritto: «Però noi non possiamo fare tutto questo da soli, noi siamo piccoli». E, incalzando, hanno messo noi adulti con le spalle al muro: «E voi, non fate finta di niente quando vi diciamo di aiutarci perché voi da bambini non vedevate l’ora di andare in montagna o al mare». E la montagna e il mare erano ben custoditi e ben preservati. E hanno continuato: «Perché voi, alle scuole elementari, studiavate le quattro stagioni, noi invece studiamo che le stagioni non ci sono più. È questo che volete per i vostri figli e nipoti? E non azzardatevi a dire: “Tanto che mi importa, per quando finisce l’acqua io sarò già morto”». Infine un affondo: «Se dite queste cose siete delle persone irrispettabili». Ma una speranza c’è: «Se uniamo tutti le mani, se combattiamo tutti l’inquinamento, lo sconfiggeremo».

Un capo indiano sentenziò:«Il mondo lo abbiamo preso in prestito dalle prossime generazioni». In prestito! Ma dov’è la novità di questi ragazzi? La novità sta nel chiedere la collaborazione degli adulti, non solo dei potenti, ritessendo un filo di concordia, e nel non concepirsi più da soli. Punto importante, quest’ultimo, in un frangente di scioglimenti, individualismi e solitudini. «Siamo un’associazione», hanno scritto. Giuridicamente non lo sono, ma di fatto sì. Vogliono essere un insieme. Una unità. Una giovane civile società.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Mercoledì, 9 ottobre 2019

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