Gente di Campo. Il miele dei Ciucani

L’azienda è giovane. La nascita risale al 2009. È anche piccola: 3,5 ettari di buona campagna. Ed è quel piccolo garanzia di qualità e serietà.

Il cartello recita: Azienda agricola Ciucani Eva Maria. Si trova lungo la via Pompeiana, al civico 11 di Contrada Salvano. Il fosso omonimo è proprio lì sotto. Sotto al rettangolo di campagna che scivola dalla collina al piano.

Laura e Alberto Ciucani

Arrivo in un giorno nebbioso. Il sole fatica a penetrare. Alberto e Laura: padre e figlia, sono tra gli ulivi. Laura è laureata in Beni culturali, Alberto ha lavorato alla Breda di Milano, poi il ritorno alla natura. Ora, danno una mano ad Eva Maria che è la titolare dell’azienda e la nuora di Alberto e moglie di Fabio.

È tempo di raccolta. La fanno a mano, nessuna macchina. A terra: un telo azzurro cerato. Di ulivi ce ne sono 80 piantati nel 2010. Le olive: Frantoio, Piantone, Sargano. C’è anche l’ascolana tenera (12 piante). Altri 140 ulivi sono del 2018.

Tra le piante scorrazza Davide, biondo, occhi azzurri, cinque anni, felpa blu e stivali alti.

Eva Maria e Fabio ne hanno altri tre di figli: Filippo (nove anni), e Luca e Luisa (gemelli di sette).

«Spero che qualcuno di loro continui a interessarsi della nostra campagna» auspica nonno Alberto.

Camminiamo rasenti l’edificio a un piano che funge da laboratorio. Alberto mi indica le 50 piante da frutto: albicocche, ciliege, mandorli, pesche, fichi, cachi e susine selvatiche. Uso domestico, per ora.

Ma il reddito aziendale arriva dal miele. Il nonno di Alberto era apicolture, così lui, così Laura, che ha seguito corsi specifici, ed Eva Maria, ovviamente. Le famiglie di api sono 100, dovevano esserne 140 ma ci sono stati problemi. Le arnie sono dislocate in punti diversi. Quelle del fondovalle si trovano vicino a tre file di Acacie. Dai loro fiori, quando vengono impollinati dalle api, si ottiene un tipo di miele dolce e profumato. Altre arnie sono state posizionate in una zona dalle varietà differenti in cui non predomina una sola specie. Se ne trae il millefiori, altra specialità dei Ciucani. Raro il miele di melata. Facendo la somma delle due specie quest’anno sono stati prodotti 13 quintali di miele con un calo del 30% rispetto al 2018. Causa: le condizioni climatiche.

Entriamo nel laboratorio. Alberto spiega i diversi passaggi della lavorazione e gli strumenti: dai melari alla centrifuga, dalla pesatura al filtro a manica, dalla sceratrice solare ai pani per la cereria.

Sul tavolo a tre piedi sono in bella vista i prodotti di casa: i due tipi di miele, la propoli, la cera (che sembra un formaggio), le creme con olio d’oliva e mandorla dolce, e il vino cotto. Sì, perché l’azienda ha due filari di vite e una gran botte antica apposita per il cotto.

E la vendita? Soprattutto i mercatini, spiega Alberto, e poi gli storici clienti: negozi, botteghe alimentari e privati cittadini.

Sul lato ovest, che guarda una Fermo piramidale, Alberto ha allestito un’altalena, una casetta, un salta salta, e costruito un triciclo. Vengono bambini amici dei suoi nipoti. Un modo per riscoprire la campagna. E chissà se…

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Venerdì, 25 ottobre 2019

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