Civile Società. La Turris che ama la Torre… di Palme

Quando arrivo a Torre di Palme, il borgo più bello d’Italia è deserto. Minima la popolazione: neppure novanta residenti. Nulla a che vedere con la folla d’estate. È un tardo pomeriggio, piovigginoso. Dal Palazzetto comunale sventola la bandiera verde-gialla di Contrada.

Il bar è aperto. Al bancone, sorridente come sempre, c’è Tiziana Piersanti. Ho intenzione di scrivere della Turris che è una associazione di volontari che offrono un servizio culturale al territorio. Lei ne è la cassiera. La presidente invece è Elvira Gentili, signora dai modi garbati che, se non fosse per l’ assonanza del cognome, definirei gentile. Lo è. Poi c’è Maria Teresa Berdini, vice presidente, commercialista di professione e artista di vocazione: le sue opere (uova colorate in specie) sono esposte in questi giorni a Matera. E poi, ancora, vi partecipa Angela Iommetti, che s’occupa di amministrazione. Ed ancora altre signore. Uomini pochi. Associazione prevalentemente al femminile dunque. E non è un caso che nelle prossime settimane s’occuperà di violenza sulle donne.

Dal 23 novembre al 15 dicembre la Turris allestirà una mostra fotografica di 20 fotografi. Le opere troveranno spazio nei locali del Palazzetto dove, tra l’altro, ha sede l’associazione. Il ricavato delle offerte andrà ad un centro anti-violenza. Ne è soddisfatta Elvira Gentili, in carica dal 2018, sei anni dopo la nascita del sodalizio che è un modo per ritrovarsi e far qualcosa di buono per il proprio paese e la propria comunità. È un mettersi a disposizione e rinsaldare le radici. Ripete spesso il presidente Mattarella che il problema dell’Italia è la scomparsa dei corpi intermedi. Stanno finendo, ma non dappertutto, per fortuna. La Turris c’è ed opera, ed è quello che va sottolineato come esemplare.

I tesserati sono una ventina, quelli operativi poco meno. Significa che rispetto alla popolazione complessiva rappresentano circa un 30 per cento. Niente male.

Il 14 dicembre i volontari daranno una mano agli studenti della Media che hanno pensato ad un evento che coinvolgerà tanti angoli del centro.

Gli impegni maggiori, ovviamente, sono per l’estate quando le mostre di pittura, scultura e fotografia si succedono ravvicinate, molte della quali allestite nel piccolo ma suggestivo oratorio di San Rocco. La presidente mi racconta dell’evento ottocentesco quando un gruppo di persone provenienti dall’anconetano ha occupato per un pomeriggio e una sera Torre di Palme, con abiti e musiche del XIX secolo. Come se una macchina particolare avesse invertito la marcia del tempo. Un evento che sarà riproposto sicuramente, dice la Gentili. Così come riproposto sarà “Il Borgo promuove”: un giro nel centro storico, nel bosco del Cugnolo e un arrivo alla Grotta degli amanti, con Massimo Mattetti come guida.

Ma ci sono due obiettivi che stanno molto a cuore ai volontari della Turris. Uno riguarda lo slargo dinanzi al palazzo che fu abitato da Massimo Girotti. L’intenzione è quella di intitolarlo al grande attore fermano, proiettandone poi le pellicole all’aperto. L’altro sarà La Notte delle Candele. Immaginate una sera d’estate, la luna sull’Adriatico, un borgo al buio o, meglio, illuminato solo dal fioco vibrare tremolante di tante candele dislocate lungo le tre vie parallele sino al balcone che apre all’infinito.

Per far cosa? Per educare al bello, alla bellezza. Con tutte le conseguenze positive che ne discendono.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Mercoledì, 6 novembre 2019

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