Artigiani veri. Simona Romagnoli, ovvero cucir creando o creando cucir

La mattina in cui la chiamo, è tornata dalla spesa dopo aver raccolto per via una manciata di aghi di pino. Il vento forte li ha disseminati lungo la strada di Fermo. «Qualcuno avrà pensato che sono un po’ matta» dice. Invece no: Simona Romagnoli, artigiana fermana, è solo tanto creativa. Infatti, quel pugno di aghi di pino diverrà un nido. E siccome il nido è simbolo dell’amore, di sposi e famiglia, Simona lo trasformerà in un suggestivo contenitore di fedi nuziali. La pensata le è venuta cammin facendo. Il cervello, sempre in moto, ha associato. E già s’è messa nell’angolo-laboratorio della sua abitazione. Non certo un’officina. Un piccolo spazio invece dove ha trovato posto per macchina per cucire, aghi, fili, forbici, matite e blocchi per disegno. E anche per un computer, «perché prima c’erano le riviste di modellistica oggi in rete si trova di tutto». Anche buoni spunti. Cosa fa la nostra signora? Tratta i tessuti e fa cucito creativo. La passione le viene da bambina. C’era una signora anziana nel suo condominio. Si chiamava Aurora e aveva le mani d’oro. Spesso chiamava Simona a farle compagnia, occasione per insegnarle a cucire abiti per bambole. Simona ci riusciva. Eccome! Così dal gioco si è passati a qualcosa di più concreto.

Simona Romagnoli

Simona Romagnoli due mesi d’estate li passa a Torre di Palme. Ma non per vacanza. Ha preso in locazione una stanza e lì espone i suoi oggetti di tessuto. A dicembre invece è presente nelle casette del Villaggio natalizio di piazza del Popolo a Fermo. D’estate realizza e vende borse, accessori per capelli (fasce, turbanti, mollettine), ferma-porta, anelli, bracciali, e altro ancora purché rigorosamente in tessuto. D’inverno, gli oggetti sono natalizi: palle di natale, gnometti, alberelli, babbi natale e ghirlande, e via così tessendo. I fiori non mancano mai.

Un gruppo di cucito creativo

Sette anni fa, conosciuta la sua capacità manuale, il presidente regionale dei centri sociali Luigi Perticarà le ha fatto una proposta: «Perché non inizia a insegnare cucito creativo nei nostri centri?». «Perché no!» ha risposta Simona. Così, ha preso la sua valigetta e ha iniziato a tener corsi a Molini-Girola, Santa Petronilla, Campiglione e Monte Urano. Proprio ieri ha ripreso le lezioni in quest’ultima cittadina, presso l’associazione Il Cerchio. Lunedì scorso, invece, è toccato alla sede di contrada di Molini Girola. Gli «alunni» sono signore giovani che vogliono imparare e donne più adulte che trovano le due-tre ore capaci di riempire la propria giornata. La partecipazione è notevole. A Santa Petronilla s’è arrivati a punte di trenta. Simona è stata molto felice di aver trattato anche con i bambini: «Attraverso il gioco ho insegnato loro a tenere in mano l’ago»

Che fanno? Costruiscono, sempre in tessuto, oggetti adatti al periodo: specie quello natalizio e quello pasquale. In uno di questi corsi, Simona ha ritrovato come allieva anche la nipote di Aurora, restituendo così quanto imparato dalla zia di lei.

In questi giorni, la Romagnoli sta realizzando fiori in tessuto che serviranno per una importante sfilata di moda organizzata da un noto atelier italiano.

Qual è la cosa più bella che ha fatto? Il bouquet di fiori per il matrimonio di sua figlia Lucrezia.

Progetti? Aprire un negozio-laboratorio. «Ma forse è solo un sogno», ammette. Per poi concludere che la fantasia non ha confini. E lei è capace di renderla realtà.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Giovedì, 7 novembre 2019

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