Civile Società. Il lavoro della R&V. Volontari per la cultura

Nei prossimi mesi, insieme alla Contrada, organizzeranno quattro appuntamenti. Racconteranno la storia di Capodarco, di Montesecco, dell’abbazia di Rivocelli, del porto di Lido. Hanno come bussola il compianto Vincenzo Galiè, abate-parroco di Campofilone, storico, specializzato nel riscoprire siti e strade romane.

Sono i componenti l’Associazione di Volontariato onlus R&V, che sta per recupero e valorizzazione. Volontari per la propria terra, potrebbe essere il titolo.

Sono nati a Capodarco e per Capodarco lavorano. L’associazione è stata fondata nel 2006. Lo storico presidente, scomparso da poco, è stato Piero Luzi che così ne spiegava l’operato: «.. è un’organizzazione senza fini di lucro, il cui scopo, come già suggerito dalla denominazione, è quello di individuare, recuperare e valorizzare tutte quelle situazioni che sono trascurate, a volte per incuria o per disinteresse, ma molto più spesso per assuefazione alla loro presenza».

Il già presidente Piero Luzi

Nei giorni scorsi mi sono incontrato con due dei rappresentanti: Luigino Cintio e Piersante Iacopini. Con noi anche il priore di Capodarco, Massimo Benedetti, anche lui interessato a ritrovare radici e linfa all’azione dell’antico castello. Quando Piero Luzi ha lasciato questa vita, i membri dell’Associazione (una quindicina) hanno chiesto a sua figlia Francesca di prenderne il timone. Lo ha fatto. Ed oggi ne parliamo. «Facevo già parte della R&V ed ho accettato con piacere». D’altronde, da portare avanti, esistevano tanti progetti di cui Piero era stato tra i protagonisti.

Nella loro sede, che si trova al primo piano del complesso dove insiste anche il cine-teatro capodarchese, una parete è coperta di locandine delle iniziative realizzate. Dagli incontri con l’arte grazie al prof. Stefano Papetti alle proposte teatrali sulle vicende di Mercenario da Monteverde, dalle storie delle Crociate alla Prima e Seconda guerra mondiale che coinvolse non pochi residenti.

R&V ha una modalità tutta sua di operare. Convegni sì ma anche letture teatrali. Come l’ultimo lavoro sul Treno armato che difendeva la nostra costa nel Primo conflitto dagli assalti delle navi austro-ungariche, o come l’altro riguardante la presenza di soldati inglesi che favorivano la fuga per mare dei prigionieri fuggiti dal campo di concentramento di Servigliano.

L’aspetto teatrale lo si deve anche alla collaborazione con l’Arco Fermano, che a Capodarco è una realtà consolidata. Lavori e ricerche che diventano spesso anche libri o che, da libri, diventano spettacolo. Come Capodarco e la Grande Guerra. Firmato da Piero Fuiano, il volume racconta episodi e cita, ricordandoli così per sempre, i nomi e i volti di chi, chiamato al fronte, non tornò più a casa. Questa «narrazione teatrale», come la definiscono Francesca e Piersante, è stata presentata al teatro di Porto San Giorgio con grande effetto sugli studenti. Ora, il lavoro sarà ripreso e diffuso in altre scuole e in altri teatri. Altra narrazione riguarderà la vita dei fratelli Carlo e Vittore Crivelli. Un’opera di Vittore è presente nella chiesa di Capodarco.

Un rimpianto, però. Il ponderoso e lungimirante Progetto Culturale Alberelli, per la crescita anche turistica del territorio, stilato all’inizio delle attività dell’Associazione, è finito nel dimenticatoio dopo essere stato risucchiato da altri entità istituzionali.

Fa nulla! La R&V va avanti comunque.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Mercoledì 4 dicembre 2019

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑