Artigiani Veri. Alieto fa sempre centro

Uno pensa agli artigiani e gli viene in mente il falegname: giusto!; il restauratore: giusto!; l’orafo: ancora giusto! Ma esistono altre categorie. Come quelle che combattono le muffe o realizzano pavimenti. E lavorano da soli. Garanzia di qualità.

Stavolta sotto i riflettori mettiamo Alieto Giammarini, nome particolare, 65 anni, artigiano di Fermo. Uno di quelli che ha spaziato nel campo edile: da imbianchino ad applicatore di moquette e pavimenti in pvc. L’ho conosciuto per via degli Arcieri del Girfalco. L’ho sentito raccontare di alcuni suoi lavori e ho voluto approfondire. Tra le attività di Alieto c’è anche quella di realizzare pavimenti per sale operatorie. Sono interventi particolari, perché quel tipo di pavimento deve essere posato con molte precauzioni, deve prevenire le scariche elettrostatiche in modo da evitare il rischio di malfunzionamento delle apparecchiature elettroniche. C’è poi la battaglia contro le infiltrazioni d’acqua e il risanamento delle crepe. In questo caso Alieto si arma di iniettori e resine.

Alieto Giammarini

L’ultimo suo lavoro è stato a Giulianova. Il giorno in cui lo chiamo è impegnato invece a Fermo in un edificio di via Medaglie d’Oro. L’intervento sulle crepe è un lavoro di fino. Me lo spiega in modo dettagliato. Lo racconto in sintesi: primo intervento è quello di togliere l’intonaco per verificare ampiezza e lunghezza della crepa; quindi, lui pratica alcuni fori, quelli che chiama «cuci scuci»; successivamente si arma di una pompa con acqua inserendola nel buco, lui dice: «sparo dentro l’acqua». L’acqua gli serve come spia che rivela la profondità della crepa e come catalizzatore della resina. Fatto questo è la volta, appunto, di immettere la resina, che si espande e chiude la fenditura. Una battaglia che gli piace, che però definisce «un lavoro sporco: la resina sui vestiti li rende tesi e inutilizzabili».

Alieto ha frequentato per alcuni anni l’ITI Montani, poi è andato militare e al ritorno è stato assunto da Casa moquette, dove ha imparato il mestiere. 25 anni fa, cresciuta la concorrenza da parte di stranieri arrivati in Italia, ha dato una svolta alla professione anche grazie ai consigli di Giacomo Maria Genna, rappresentante di commercio di una importante azienda. Dopo una serie di corsi e uno soprattutto a Bergamo, Giammarini s’è lanciato nell’ambito dell’impermeabilizzazione degli edifici. Ha lavorato da Rimini a San Benedetto del Tronto, da Ancona a Macerata, a Matelica, ovviamente a Fermo.

L’impresa più ardua, e per certi versi anche un po’ comica, gli è capitata, anni fa, a Giulianova. Chiamato per sanare una crepa, dal buco da lui praticato ha iniziato a venir giù acqua che Dio la manda. «Ora si ferma, ora si ferma», pensava Alieto. Macché: due giorni di quasi diluvio. Non aveva forato un serbatoio né aveva penetrato cisterne. Era l’acqua piovana accumulata da tempo nella parte retrostante il muro il cui lavoro, al momento della costruzione, non era stato fatto a regola d’arte. In quell’occasione ha dovuto usare il più potente dei suoi iniettori. Problema comunque risolto. E con soddisfazione. Concludendo, mi ha parlato dei suoi nuovi interventi con il barierante chimico che blocca l’umidità dal basso, e della fasciature in carbonio per la ricostruzione delle colonne di cemento armato lesionate dal sisma.

Insomma, Alieto colpisce. Come quando tira con l’arco.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Giovedì 19 dicembre 2019

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