Le Botteghe. Il green di Michilli

Vetrate ampie, grande luce, estrema pulizia e, soprattutto, genuini prodotti di casa nostra. Tre locali: quello della vendita, quello dove ci si può sedere, e quello del forno. Sono a Marina d’Altidona. Lungo la Nazionale, La Bottega di Michele sfavilla di colori e di gusto. All’interno, formicolio di avventori. Mi aggiro tra scaffali e tavoli.

La Bottega riserva sempre sorprese. Specie per le feste. Specie per Natale.

Emanuele Michilli, il titolare, è vulcanico. Il suo forno-pasticceria-negozio-ambiente per degustazioni si è trasferito da Montemonaco dopo il duro colpo sferrato dal terremoto.

Lui e il suo staff si sono rimboccati le maniche e hanno lavorato duro per riposizionarsi. E per questo Natale hanno tirato fuori un’altra delle loro idee vincenti: le confezioni green. Confezioni, spiega lui «a basso impatto ambientale». La prima operazione è stata quella di sostituire i trucioli sintetici dei cestini o dei pacchi con il fogliame e le felci dei Monti Sibillini, che hanno raccolto direttamente in quello che sino ad alcuni anni fa era il loro habitat naturale, habitat di Emanuele e della sua famiglia. La seconda operazione ha riguardato l’involucro. Quello esterno, solitamente in plastica, è stato sostituito con la rete di juta che è biodegradabile: in agricoltura si usa per quella che viene definita pacciamatura. «La pacciamatura – spiega un esperto – è un’operazione che si effettua ricoprendo il terreno con uno strato di materiale, al fine di impedire la crescita delle malerbe, mantenere l’umidità nel suolo, proteggere il terreno dall’erosione, dall’azione della pioggia battente, evitare la formazione della cosiddetta crosta superficiale, diminuire il compattamento, mantenere la struttura e mitigare la temperatura del suolo». Terza operazione è stata la sostituzione dei classici fiocchi, coccarde e nastrini con il filo di lana che più naturale non si può. Infine, ultimo atto: i cesti che, solitamente costruiti con materiale plastico, sono stati sostituito da scatole neutre di cartone oppure da cassette rigorosamente in legno.

Emanuele Michilli

Qualcuno dirà: Emanuele segue la scia del Green e di Greta. Magari sarà anche così. Però lui, sua moglie, i suoi genitori, la sua gente, hanno da sempre mostrato attaccamento al territorio. Un attaccamento che vuol dire rispetto e valorizzazione. Non occorrevano le mode. La coscienza c’era già da decenni. «Non ci sono parole per descrivere la forza di questi ragazzi che – scrive un cliente – dopo il terremoto del 2016 si sono spostati da Montemonaco a Marina di Altidona, non senza sacrifici, ma con una eccezionale dedizione che viene solo dai valori veri dei montanari».
E un altro aggiunge: «L’Azienda Agricola Michele è un luogo dove la magia prende forma di biscotti buonissimi e prodotti alimentari della più alta qualità. L’azienda è gestita da una famiglia di anime brillanti, il cui amore e devozione per la terra si riversa nelle loro deliziose creazioni, lasciando ai clienti un senso di appartenenza ad un territorio speciale ricco di risorse genuine. Bravissimi, bellissimi e buonissimi». Che dire di più?

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Venerdì 20 dicembre 2019

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