La bottega di Country Pig

Zona Archetti di Rapagnano. Di fronte alla piccola chiesa del borgo una bottega. Meglio: una boutique. Meglio ancora: una boutique del gusto. È l’ultimo giorno dell’anno. Sono circa le undici. Entro quasi timoroso: qui si sta lavorando a tutta forza e non vorrei disturbare. La grande vetrata consente di scorgere il via vai di auto. La signora Arianna e due aiutanti sono dietro al lungo bancone che forma una elle. Indossano un grembiule rosso e si muovono come trottole. Sugli scaffali e appesi ai ganci prosciutti, salami, salamini, lonze, ciabuscoli. È la casa del suino. È Country Pig. L’atmosfera è frizzante. Il cliente chiede, le signore al banco indicano, prendono, incartano, riscuotono e suggeriscono ricette alla bisogna.

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Sopra la loro testa sporge un quasi tettino dove allineati sono i cappelli di paglia del nostro distretto dei Cinque nodi ed esemplari di maiali dal rosa invitante. Da un locale dirimpetto all’entrata esce Mauro, marito di Arianna e contitolare: norcino e allevatore di fama. Sempre il sorriso in volto. L’ottimismo non gli manca. Il suo pensiero è comunque positivo. Fuori, sopra la porta, insiste un’insegna che sventola quasi da saloon western: Mauro Bastianelli: salumi di qualità! Vista la folta clientela c’è da credergli proprio. Mauro mi conosce. Mi racconta della bottega-boutique: è stata aperta nel 2012. In verità il negozio esisteva da molto prima e sul lato opposto della strada, però sette anni fa si è voluto dare un servizio in più con la realizzazione di una cucina e di due locali adibiti a degustazioni dei prodotti di casa: sessanta posti a disposizione e un ambiente accogliente. D’altronde, il figlio della coppia: Brian, ha studiato da cuoco e lo chef lo fa sul serio. Parlando parlando ci avviciniamo alla cucina. Brian è un gigante che sta sfornando il maialino arrosto. Ne sono già pronte numerose porzioni: il cenone di fine anno lo richiede. Da un pentolone fumante viene fuori il sangue (lessato?) del maiale. «È stato riscoperto come cibo, Ci lo chiedono tanti clienti». Come farlo? «Unendoci la “riccia” e l’arancio» mi spiega il cuoco. Qualcuno – mi informo – ci aggiunge anche la cipolla. Nei momenti di punta, a dare una mano a genitori e fratello, arriva anche Jennifer che di professione è nutrizionista: Quel che ancora non ho detto è che i suini, da cui i prodotti venduti nella Country Pig, sono allevati da Mauro ad Alteta. Sono testimone oculare che prosciutti, salami e tutto il resto vengono stagionati nelle antiche grotte del borgo medievale. Varrebbe la pena un giro turistico.

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Mauro è figlio d’arte. Suo padre Serafino era stato un ottimo allevatore, e per anni, fino all’insorgere della malattia che se l’è portato via anni fa, aveva ricoperto la carica di presidente della Cooperativa Valtenna che metteva insieme 30 mila suini. Una forza, a quel tempo.

Tornando alla Country Pig, Arianna, Mauro e Brian hanno voluto un punto vendita anche di vini, legumi e paste di aziende locali. Poi, per il vino cotto, l’olio e le marmellate (di mele cotogne, albicocche selvatiche, mele rosa, ecc.), niente paura: i Bastianelli hanno intrapreso anche queste produzioni Made in Alteta. Infaticabili!

Che fai stasera, Mauro? «Vado con Arianna ad un cenone di fine anno. Ma prima torno ad Alteta per dar da mangiare ai maiali. E domani mattina presto sono già in porcilaia. Non ci si può fermare». Buon anno!

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Venerdì, 3 gennaio 2020

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