Arte e musica a Comunanza. Un metodo educativo

La cronaca registra che domenica 12 gennaio, alle ore 17, presso l’auditorium Adriano Luzi di Comunanza si svolgerà uno spettacolo curato da Michela Alessandrini e Patrizio Moscardini. Il titolo ci svela qualcosa di più: Artistica Mente. Due parole, staccate. Per dire però che si tratta di un qualcosa che ha a che fare con l’arte e di un qualcosa che ha a che fare con la mente. Il disegno a destra della locandina svela dettagli ulteriori: quasi un lancio di coriandoli al cui interno, intrecciati, una colomba dalla strana coda, un leprotto (non so meglio interpretare) e, infine, un uccello bianco la più parte del corpo e dalla coda celeste. La creazione fantastica di un volo immaginario, di un non so che librantesi nell’aria. Scorgendo ancora i protagonisti del pomeriggio ci si fa un’idea sul chi, sul perché e sul cosa. Sul chi: il progetto è stato realizzato dai ragazzi della Residenza Don Rino Vallorani (dal nome di un indimenticato sacerdote) di Comunanza e da quelli del Coser di Force, oggi riparati a Comunanza dopo il sisma del 2016. Sono dunque gli ospiti delle due strutture socio-sanitarie riabilitative. Giovani e adulti con qualche problema di disabilità. O, con una abilità diversa. Quella diversa abilità che, valorizzata dalla musica dell’insegnante Michela Alessandrini, e dalla pittura, scultura e capacità creativa manuale dell’artista eclettico Patrizio Moscardini, diventa anche metodo educativo.

A dx il maestro Moscardelli

L’appuntamento è tanto atteso quanto tradizionale. Le popolazioni di Comunanza e dei centri vicini sono abituate a tale proposta che porta in scena quel che gli ospiti vivono nelle loro due realtà.

Musica e arte sono strumenti di socializzazione e di espressione cui ricorrono da sempre gli educatori delle due residenze divenute temporaneamente oggi una sola. E non a caso, allora, che tra i visitatori possa arrivare, così com’è successo recentemente, Stefano Belisari ovvero Elio, cantante, compositore, flautista, doppiatore ed attore teatrale, leader del poi disciolto gruppo “Elio e le storie tese”. E, ancora, non è un caso che il sistema di «promozione personale» svolto dalla Don Rino Vallorani e dalla Coser sia stato ben descritto dalla rivista nazionale Psichiatria Oggi.

La struttura residenziale Coser, ospitata sino a prima del sisma nell’ex ospedale “Fratelli Lepri” di Force, e Don Rino Vallorani di Comunanza sono state avviate rispettivamente nel 2011 e nel 2016 «grazie all’impegno – spiegano i dirigenti – di due distinte società di persone unitesi con l’obiettivo di creare posti di lavoro e dare aiuto alle persone in difficoltà». Le due strutture accolgono persone con disabilità psico fisica ed ospitano, la Coser 10 persone, mentre la Don Rino 20. Le società che gestiscono le strutture sono rispettivamente per Force “Progetto Salute” mentre per Comunanza “Progetto Benessere”

Nell’ambito delle attività riabilitative, quest’anno è stato portato avanti il progetto dal titolo “Cos’è l’arte?”. Finanziata dall’Associazione “L’Isola Felice”, l’iniziativa «ha permesso di dare avvio all’attività di pittura condotta dal maestro Patrizio Moscardelli e all’attività di musica condotta dall’insegnante Michela Alessandrini». In questo percorso gli ospiti si sono messi in gioco per rappresentare al meglio ciò che l’arte costituisce per loro, fino a realizzare lo spettacolo di domenica.

In bocca al lupo, ragazzi!

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, mercoledì 8 gennaio 2020

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