Le Botteghe. Il bio di Elisa Catalini

La frase campeggia in alto sulla parete sinistra. È di Gandhi, e recita: «Un pianeta migliore è un sogno che inizia a realizzarsi quando ognuno di noi decide di migliorare se stesso». Elisa Catalini lo ha fatto: attenzione a sé, attenzione agli altri, attenzione alla terra. E come lo ha fatto? Aprendo una eco-bottega a Piane di Montegiorgio, lungo la Faleriense: costruzioni nuove, locale luminoso. Entro. La prima sensazione è quella d’ospitalità. Prevalgono i mobili in legno: gli scaffali, le mensole, i tavoli; e prevale anche il vetro: i contenitori di un tempo, quelli dove le nonne mettevano biscotti, sottaceti e pomodori. La bottega di Elisa ha un nome esplicativo: ÀmaTi, un invito a volerti bene, a volerci bene. Nel corpo e nella mente.

Elisa Catalini

Parole? No! Fatti! In primo luogo per i prodotti. La eco-bottega vende alimentari, frutta e verdura della nostra terra, e rigorosamente bio. Ma ci tornerò, perché in primo luogo voglio sottolineare la vendita sfusa. L’acquirente va lì e chiede ad Elisa, poniamo, mezz’etto di riso, due di pasta, tre di legumi. E lei, la ragazza che tiene alla salute propria, dei suoi simili e del pianeta, soddisfa la domanda. Dando sfuso, nelle quantità richieste. Perché? «Per evitare gli sprechi, per evitare che il cibo diventi spazzatura, per violare il meno possibile la campagna». Guardo in giro per la bottega e non trovo contenitori in plastica per detergenti e cosmetici. Qui vengono tutti venduti «alla spina». Tu porti il recipiente da casa, magari sempre quello, ed Elisa te lo riempie alla bisogna. Per gli altri prodotti c’è poi la sportina di stoffa che la titolare ha regalato come strenna natalizia ai suoi clienti. E poi ci sono le anziane che le borse di tela le hanno ritrovate in qualche cassapanca casalinga e così tornano ad usarle come un tempo. Lei, che ha studiato Economia e Commercio all’università di Macerata, che ha fatto la cameriera e che si è appassionata all’alimentazione più sana che ci sia, sceglie con dovizia prodotti e produttori. La pasta sfusa arriva da Pesaro; i legumi e i cereali da Fermo, Fermano e Staffolo; il vino da Castel di Lama, dall’azienda Ama-Terra che si occupa anche di recupero delle disabilità; le confetture dalla San Michele Arcangelo di Corridonia, idem per il recupero; la frutta e verdura da Monte San Pietrangeli e Ortezzano; il caffè Perfero da Marina di Altidona. Ad Elisa piace rapportarsi direttamente con i produttori, conoscerli di persona, capire come operano.

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Girando tra gli scaffali vedo dei legumi in un sacchetto. È plastica! le intimo per coglierla scherzosamente in fallo. «No! – sorride – è natur flex: sacchetto biodegradabile». Mi attirano i biscotti nei barattoli di vetro, mi sembra di tornare bambino.

Elisa ha proposto anche due «appuntamenti da non perdere»: cassettine di frutta e verdura a km 0 su prenotazioni, il martedì e il venerdì, e il pane biologico con farine macinate a pietra e lievitazione naturale, tutti i mercoledì e i giovedì. Tra le iniziative che spinge di più c’è quella di creare gruppi di acquisto. Le idee non le mancano. La voglia neppure.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Venerdì 17 gennaio 2020

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