Le idee degli Altri. Le Marche secondo Massimiliano Polacco. Preoccupante staticità

«Una e centomila». Così, parafrasando in parte il celeberrimo romanzo di Pirandello, Massimiliano Polacco, direttore di Confcommercio Marche e direttore generale di Confcommercio Marche Centrali, vede la nostra regione, la sua cultura e i suoi modi di fare. «Sono tante sfaccettature – precisa – di un unico scrigno da cui attingere risorse per guardare avanti». La Confcommercio ha tre ambiti: servizi, commercio e turismo. Il dr Polacco li coniuga insieme in un orizzonte regionale e locale (Marche Sud). Alla domanda se la nostra regione, come sostengono alcuni economisti, non solo si sia meridionalizzata ma si sia collocata ancora più sotto, risponde decisamente: «No, nessuna meridionalizzazione o altro». Il problema invece è nella staticità: «Non sono stati più fatti passi avanti». Ci si è rinchiusi in se stessi, fa capire il direttore. Ma il problema è più ampio e riguarda il sistema economico nazionale, che soffre. Tornando ai nostri lidi, Polacco auspica un intervento della politica che dovrebbe sostenere l’economia locale. E guarda anche a chi ha voglia di costruire. «I marchigiani – dice – hanno una gran forza in sé, una gran voglia di lavorare, occorre però che si reinventino. Occorre recuperare la nostra cultura del lavoro. E occorre che ci sia innovazione tecnologica». Non a caso, negli ultimi anni, proprio Confcommercio ha lanciato ImpreSiamo, progetto d’avvio di impresa, con lo slogan: «Realizza i tuoi sogni. Diventa imprenditore». La strada giusta, commenta Polacco, per aiutare quei giovani che vogliano muoversi o quei piccoli imprenditori che cerchino di restare sul mercato.

Il direttore Massimiliano Polacco

Sul fronte del commercio, la scelta politica di favorire la grossa distribuzione commerciale, con la conseguente penalizzazione dei centri storici, ha portato danni ai singoli esercizi, specie a quelli presenti nei borghi dell’entroterra. Uno sbaglio clamoroso della politica. Sarebbe bastato guardare la Francia per capire come muoversi diversamente ed efficacemente. Per cambiare strada, Confcommercio ha lanciato tempo fa il progetto Rigenerazione Urbana mirante a «favorire  percorsi che valorizzino la presenza delle attività economiche ed il terziario di mercato quali componenti fondanti del rilancio socio-economico delle città». Città, cittadine e anche borghi. «Perché i nostri borghi, il nostro entroterra, legato al resto del territorio, – riflette Polacco – sono decisivi per il turismo». Così come lo è l’artigiano, tanto da far proporre all’associazione di categoria il corso Maestro di Bottega-Enogastronomo specialista dell’agrobiodiversità alimentare, con la finalità di «formare una nuova figura specializzata nella vendita di prodotti dell’agrobiodiversità alimentare. Un esperto dei prodotti e dei sistemi di produzione locali capace di valorizzare attraverso la vendita il patrimonio enogastronomico della nostra terra». Sinergia e trasversalità insomma.

Sul fronte del turismo, Polacco insiste che la promozione debba essere complessiva. È l’intera regione che va venduta all’estero. Come dire: solo insieme si vince.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Mercoledì 22 gennaio 2020

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