Minori… per modo di dire. Carlo Acutis, il giovane Venerabile. Come tutti, diverso da tutti.

Capelli folti e ricci, lo zaino in spalla, dietro alle spalle immagini di boschi e radure. Sorriso pieno, allegro, colmo di speranza.

Il «Minore» di oggi non è fermano, né marchigiano. Ma di lui si sta parlando nella nostra terra ed io lo sto guardando dalle foto. Carlo Acutis è all’origine di una mostra incredibile – nel vero senso del termine – che sta girando il mondo e in questi giorni, dopo il Duomo di Fermo, è stata allestita nella chiesa di Santa Maria a Montegranaro. La mostra «incredibile» documenta che in alcuni casi il divino si è fatto sangue e carne nell’ostia consacrata. Da vertigine. Difficile da credere. Ma, dicevano alcuni scienziati, la categoria della possibilità apre sempre nuovi orizzonti. E questa mostra presenta, con un’ampia rassegna fotografica e con descrizioni storiche, alcuni dei principali Miracoli Eucaristici (circa 136) verificatisi nel corso dei secoli in diversi Paesi del mondo e riconosciuti dalla Chiesa. I Miracoli Eucaristici sono «interventi prodigiosi di Dio – scrivono i teologi – che hanno lo scopo di confermare la fede nella presenza reale del corpo e del sangue del Signore nell’Eucaristia». I luoghi: dall’Argentina all’Austria, dal Belgio alla Croazia, Colombia, Egitto, Francia, India, Messico, Olanda, Perù, Polonia, Portogallo, Spagna, Svizzera, Venenzuela. E, ovviamente, in Italia, anche nelle Marche, dove miracoli eucaristici sono stati riscontrati a Macerata, Morrovalle e Offida. Questa «incredibile» mostra – ripeto l’aggettivo incredibile – è stata realizzata da Carlo all’età di 14 anni. E proprio domani, a Montegranaro, sua madre Antonia Salzano racconterà di suo figlio e dei Miracoli di chi si interessava.

Carlo Acutis

Carlo è morto il 12 ottobre del 2006 all’ospedale San Gerardo di Monza. Era nato a Londra, dove la famiglia risiedeva per lavoro, il 3 maggio del 1991. Aveva 15 anni quando una leucemia aggressiva se l’è portato via. Un ragazzo moderno, amante della musica: suonava il sax; amante del mare; giocava a pallone; realizzava filmati; scriveva e impaginava giornalini; si tuffava nella rete di cui era un esperto. Del mondo del web conosceva i segreti. Molto presto, Carlo si era rivelato, scrivono i suoi biografi, «un bambino di straordinaria intelligenza, quindi di una geniale capacità di utilizzare i computer e i programmi informatici». Ma c’era un altro aspetto che tutti li riassumeva e illuminava: Carlo aveva una fede religiosa enorme che lo rendeva attraente agli occhi degli amici del campetto, della pizzeria o della musica.FFrequentatore assiduo della parrocchia di Santa Maria Segreta a Milano, allievo delle suore Marcelline alle elementari e medie, poi dei Gesuiti alle superiori, volontario tra i poveri, aveva una devozione particolare per la Madonna. Ogni giorno a messa e ogni giorno la comunione. Il 5 luglio 2018 papa Francesco lo ha dichiarato Venerabile. Chi l’ha conosciuto spera che diventi santo. Un santo giovanissimo e, forse, patrono un giorno di internet e protettore di ogni cybernauta.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Sabato, 25 gennaio 2020

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