Minori per modo di dire. Rino Piattoni, una vita tra i libri

46 anni tra i libri. 46 anni da libraio a Fermo. Il 29 febbraio prossimo Zefferino Piattoni, 69 anni ben portati, lascerà. Lo aspetta la pensione e i viaggi che non ha potuto fare. Chiude la libreria UBIK in Corso Cefalonia. Un’altra ne arriverà, altri gestori arriveranno. Con Rino (come lo chiamano amici e clienti) però, si chiude un’epoca delle librerie fermane. Un’epoca che parte dagli anni Settanta dello scorso secolo e arriva all’oggi. Me la faccio raccontare da lui, tra gli scatoloni dei libri che vanno rispediti. Ci sediamo su due poltroncine rosse del piano rialzato. Rino ha bisogno di poche domande. Il file mentale è aperto. I ricordi sembrano solo ieri.

Il libraio “Rino” Piattoni

Zefferino è originario di Martinsicuro. Sbarca a Fermo per studiare all’ITI Montani, diploma di perito chimico. Ottenutolo, si guarda in giro. Occorre trovar lavoro. C’è la possibilità di girare per mercatini con una bancarella di libri. Non si tira indietro. È presente a San Benedetto del Tronto, si fa notare a Fermo e in ogni occasione di convegni, incontri, manifestazioni che quest’ultima città propone. Stringe rapporti e amicizie. È nella città delle Palme però che avviene la svolta. Conosce per caso l’agente dell’edizioni Einaudi. Stanno cercando un referente su Fermo che apra un’agenzia con vendita di libri ratealizzati. A Rino piace scommettere. Si può fare! Sono i primi anni Settanta e lui inizia in via Perpenti, a due passi dal Liceo-Ginnasio Annibal Caro. Sono anche gli anni in cui esce la Storia d’Italia, monumento culturale. L’agenzia funziona. Le vendite ci sono. I clienti gli chiedono di più: di trasformarsi in una libreria vera. Rino fa il passo: una parete zeppa dei libri di Einaudi, un’altra di editori diversi, tra cui la nuova casa editrice Adelphi. Ricorda che di Siddhartha: il romanzo di Hermanm Hesse, vendette dieci copie la settimana. Un successo. Tra i clienti, la piccola libreria annovera anche il troppo dimenticato Luigi Crocenzi, il creatore dei foto-romanzi. «Arrivava con il suo cagnolino – ricorda Rino – facevamo due chiacchiere e puntualmente mi spronava ad un altro passo avanti». In Corso Cefalonia, accanto al Gran Caffé Belli e al Circolo cittadino, due mature sorelle: le signorine Fiorentini, tiravano avanti una bella libreria. Crocenzi invitava Rino a rilevarla. Anzi, si fece tramite. L’operazione andò in porto e Zefferino prese la redini di una libreria rispettabile seppur un poco antiquata. «C’è stato tanto lavoro da fare, ma i risultati si sono visti» spiega. In pochi anni il fatturato aumenta anche perché, insieme ad alcuni librai delle Marche, Rino inizia a frequentare Bologna, prima due volte al mese, poi quattro. A Bologna c’erano tutti i distributori e si potevano incontrare anche le case minori. Per cui a Fermo iniziavano ad arrivare novità e i libri si trovavano subito. Nasce poi una cooperativa dinove librai che impiega un dipendente per i viaggi d’acquisto. La cooperativa diventa anche editrice pubblicando un volume di Sergio Anselmi.

E siamo arrivati a maggio del 2012, quando Rino apre l’attuale Libreria UBIK sempe in Corso Cefalonia. È il periodo della crisi ma, lui dice, «occorre prepararsi al dopo». Locale luminoso, grandi vetrine espositive, piano terra modernissimo, piano rialzato con gli scaffali di un tempo, ultimo piano con sala presentazioni.

«Una libreria da città» commentano i clienti, con una tenuta di libri che va dai 18 ai 20 mila. Mentre parliamo, nel piano sottostante lavorano Luigi Marrozzini, storico e «competentissimo» collaboratore e la signora Elena Santarelli, moglie di Rino.

Siamo al termine. Ci salutiamo con una stretta di mano. Il libraio ora viaggerà.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Sabato, 15 febbraio 2020

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