Le Botteghe. Pane e dolci a Montefalcone Appennino. In attesa di tempi migliori

Botteghe botteghe botteghe. Insistiamo, di settimana in settimana. Sono la nostra storia. Sono una delle componenti la salvezza dei nostri borghi. Abbiamo il conforto di due personaggi. Paolo Massobrio del Club di Papillon ha lanciato il progetto de Le Botteghe della Colleganza, e Carlin Petrini di Slow Food scrive: «Se l’Italia perde le botteghe, noi perdiamo l’Italia per come la conosciamo». Sempre più convinto, vi presento allora il Panificio La Fornaia di Marisa Squarcia. Si trova lungo una delle stradine infiorate che attraversano Montefalcone Appennino. E già questo è suggestivo. Non posso invitarvi ad andarci oggi. Vi invito a farlo quando l’emergenza sarà finita. Perché finirà! Al banco troverete Vincenzo Bertolone, 59 anni, fornaio da 26, prima dipendente a Servigliano e prima ancora studente all’Istituto alberghiero di Ascoli Piceno. 26 anni, da quando, insieme a sua moglie Marisa, la pasticcera, volle scommettere su un forno che stava chiudendo. Lo rilevarono. Fecero corsi di formazione, si impegnarono, studiarono, sperimentarono e, alla fine, belli che pronti, continuarono l’attività dell’unico forno del paese: laboratorio e bottega. Li conosco perché, dopo ogni camminata in quei luoghi suggestivi, la tappa nel forno era, è e sarà obbligatoria. Il locale non è ampio, ma i profumi di pane e dolci conquistano all’istante. Vincenzo si alza alle 2,30. Ogni giorno. Meno che il lunedì. È lui l’addetto al pane. Quale? «Il casareccio, – risponde – l’integrale, il semi-integrale, il filone, il panino…». Insomma, c’è di tutto. E la farina? «Quella arriva dal molino di Ponte Maglio». Una garanzia. Oltre al pane, Vincenzo s’è specializzato nei calcioni, sia di formaggio che di cioccolato. «Per Pasqua andavano fortissimi». Ne faceva dai seicento ai settecento durante la Settimana Santa. Parla al passato. Perché quest’anno è dura. Ne ha preparati un po’ per la clientela locale. Di turisti non ce n’è. E pensare che i suoi calcioni sono arrivati anche in Germania dopo aver conquistato la gola di lombardi, piemontesi e veneti.

La signora Marisa invece è dedita ai dolciumi. Insuperabile nelle crostate, biscotti e torte. «Lei – sottolinea il marito – è la specialista nei prodotti più sofisticati». Una mano la dà anche su figlio Gianluca.

Tornando al periodo pasquale, La Fornaia sarebbe pronta a produrre oltre ai calcioni, di cui s’è detto, anche le colombe, le pizze al formaggio e la pizza umbra, «che si fa con i canditi». L’epidemia non ci voleva. Le botteghe soffrono. «Anche noi ne risentiamo», spiega Vincenzo, «La clientele locale resta fedele. Ma quanti arrivavano il sabato e la domenica dalla costa, da Porto Sant’Elpidio, Porto San Giorgio, Pedaso, San Benedetto del Tronto, per ovvi motivi non salgono più. Se l’epidemia dovesse continuare sino all’estate, sarebbero guai seri». Gli comunico che l’articolo sarà pubblicato venerdì. Purtroppo a Montefalcone i giornali non arrivano. «Speriamo di poterli acquistare a Comunanza». Altro problema quello dei giornali. Speriamo per tutto, allora. E comunque: buon lavoro e forza. #guardiamoavanti.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Venerdì 20 marzo 2020

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