Artigiani Veri. Laboratorio-negozio a Offida. Il tombolo di Maria Grazia

Il tombolo e la peste. Non volendo, mi sono trovato di fronte a un’artigiana di Offida e a un evento pandemico d’altri tempi che un po’ somiglia però a quello dei nostri. E il tutto collegato.

L’artigiana è la signora Maria Grazia Pasqualini. È forse la più giovane di quelle donne che realizzano al tombolo pizzi e merletti. Veri e propri capolavori che richiamano in paese migliaia di turisti.

Sua nonna Ilde Capriotti, che non c’è più, era stata la prima che, dalla campagna, ne aveva imparato l’arte, prima esclusivamente insegnata alle donne di paese. Sua madre Teresa Galosi, in pensione da un po’, ancora vi si cimenta dando una mano al negozio di famiglia. Negozio che è laboratorio e punto vendita in via della Repubblica, 77, ora chiuso per la norma sul virus. E la peste? Svelo l’arcano. Chiacchierando con Maria Grazia, le chiedo quando nasca il tombolo. Il tombolo è lo strumento tradizionale per realizzare pizzi e merletti, dove Offida ne è l’incontrastata capitale. Lei mi dice che furono le monache benedettine a dar vita a questa lavorazione nel 1655. Poi, si corregge. «Fu però ritrovata una pergamena con manufatto al tombolo, donato dalla Comunità locale alla chiesa dov’è conservata la Croce santa di Offida, come voto per la fine della peste del 1507». Eccoci arrivati. Insomma, da 513 anni il tombolo è cosa di Offida. Le monache benedettine tirarono avanti questo tipo di artigianato, specie per i paramenti sacri e i corredi più importanti, sino ai primi del Novecento. Poi, furono le signore offidane, debitamente preparate, a lavorare sul capezzale. Maria Grazia mi spiega che il capezzale è una palla o un cuscino riempito di lana o segatura poggiato sul (o sulla) perbenna che è un treppiedi. Lì ci sono appuntati un cartoncino col disegno da realizzare e, attaccati e pengolanti i fuselli, che sono bastoncino in legno dove si avvolge il filo per realizzare il pizzo o il merletto. I fuselli variano da poche unità sino ad ottanta. È uno spettacolo veder lavorare le donne di Offida, specie in primavera e magari davanti a casa loro, vedere le loro mani agili eppur pazienti, annodare quei tanti fili da cui scaturiscono figure in pizzo e merletto di altissima qualità. Maria Grazia Pasqualini ha appreso da piccola. «I bambini di Offida sono attirati da quest’arte che sembra un gioco». Bambini, dice lei: sia femmine che maschi. Il fratello di Maria Grazia, l’ingegnere elettronico Tomassino, è uno di quelli.

Dopo aver conseguito il diploma di ragioniera, Maria Grazia ha seguito le orme della mamma e della nonna. Merlettaia al tombolo, dunque. E dal tombolo al confezionamento di tende, coperte, fazzoletti, lenzuola, lenzuolini e bavette (bavaglini) per neonati. Oggi, il laboratorio dei Pasqualini produce anche pizzi per asciugamani da bagno e per cucina. Questi ultimi con colori molto vivaci. E, oltre al pizzo tradizionale, si è passati anche alla realizzazione di oggettistica e bigiotteria al tombolo.

Maria Grazia Pasqualini

Tra le iniziative per promuoversi, la Pasqualini ha scelto la Fiera del sacro-Koinè di Vicenza. E uno degli ultimi lavori di grande soddisfazione, artistica e morale, è senza dubbio «l’arredo completo per la consacrazione» donato a mons. Domenico Pompili, vescovo di Rieti, dopo il terremoto di Amatrice.

Andate ad Offida, resterete incantati. Io lo farò appena libero…

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Giovedì 2 aprile 2020

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuito su WordPress.com.

Su ↑